Nella Grande Scuola della Vita / The Great School of Life

Ogni cosa nella vita serve a insegnarci qualcosa, diceva Sorella Gyanamata, la discepola donna più evoluta di Yogananda. Tu sei disposto a iscriverti alla Scuola della Vita, anche se qualche volta servono esperienze forti  per farti crescere?

di Jayadev Jaerschky

Già da piccola, alla tenera età di nove anni, Sorella Gyanamata, la più elevata discepola donna di Yogananda, aveva sviluppato un atteggiamento illuminato: “tutta la vita, decise, è come una grande scuola”. In questo articolo la chiamiamo la Grande Scuola della Vita. Gli insegnanti sono tutte le situazioni che ci vengono incontro, giorno per giorno, momento per momento. Sono insegnanti a volte buffi, a volte duri, a volte gioiosi, a volte sorprendenti. In altre parole, per tutta a vita siamo sempre allievi, che lo vogliamo o meno.

Tu, lettore, ami essere un allievo? Oppure per niente? Purtroppo nel secondo caso la vita risulta parecchio dura: sarai comunque in una formazione non volontaria, ma forzata. Nessuno può scappare dalla Grande Scuola della Vita. Meglio iscriversi subito! Quando un “insegnante” indesiderato (una situazione dura) ci capita, magari l’ennesimo in questo periodo, istintivamente ci può venire una risposta esasperata: “Oh NO. Perché mi succede questa cosa brutta? È ingiusto. È una disgrazia”.

Il lettore di questo articolo avrà già sviluppato nel suo cuore e nella sua mente una risposta più saggia, almeno in parte. È la risposta dell’allievo volonteroso: “! Questo dolore mi giunge come amico, come insegnante. Che cosa c’è che posso imparare attraverso di esso nella Grande Scuola della Vita? Per questo motivo Swami Kriyananda ha molto insistito sul dire SÌ alla vita: non solo all’alba bella, al caro sole caldo, ma anche al freddo, alle nuvole grigie e alla pioggia. Sono i nostri preziosi insegnanti.

Quando ci capita un “insegnante” spiacevole o duro, in noi di solito si fanno vive due voci: quella saggia, che riesce a dire di “SÌ”, sentendosi nell’aula della Grande Scuola della Vita. Ma poi c’è anche la voce del piccolo bambino interiore, che invece vuole gridare: “Non è giusto, non lo voglio, mi fa solo male. Perché proprio a me deve capitare? Buahhhhh”. Va beh, coccoliamo quel bambino un pochettino, ma meglio non troppo a lungo!

Sister Gyanamata insegnava a nutrire la voce saggia interiore, quella che accetta ogni situazione che viene come cosa nostra, necessaria. Ogni avvenimento, brutto o bello, ci appartiene completamente: “Puoi avere solo ciò che è tuo; ciò che è tuo verrà sicuramente da te. In effetti, non puoi sfuggirvi”. A volte il nostro piccolo bambino interiore spreca tanta energia preziosa nel desiderare di non essere in questa Grande Scuola della Vita: “Non voglio andare a scuola”. Come una volta quando eravamo davvero bambini.

Una domanda: quale è stato il tuo ultimo insegnante duro nella vita? Ti sei reso conto che aveva un buon cuore, cercando di portarti una lezione importate per la tua evoluzione? Per caso, come è comprensibile umanamente, ti sei messo a pregare Dio con parole così: “Toglimi per favore questa situazione bruttissima. Fammi uscire”. Sorella Gyanamata invece aveva un’altra preghiera, molto saggia e non facile da applicare: “Non cambiare nessuna circostanza della mia vita. Cambia me”.

Sarebbe utile per tutti noi praticare questo atteggiamento, ancora e ancora nelle situazioni difficili, per abituarci ad essere allievi nella Grande Scuola della Vita. Certo, a volte ci sono delle circostanze che vanno davvero cambiate, perché non sono più giuste ed adatte a noi. Ma in generale, nella vita quotidiana, nelle piogge che possono arrivare un giorno, vale il principio di Sorella Gyanamata: “Cambia me”.

Yogananda ci insegna che ogni situazione tosta che ci capita serve per tirare fuori le qualità della nostra anima. Al bambino interiore piacerebbe invece stare a letto, al caldo, vivendo una vita solo dolce e facile. Non abbiamo tutti in noi questo desiderio umano? Ma è comunque un desiderio poco saggio e realistico.

Sorella Gyanamata perciò insegnava: “Le difficoltà sviluppano l’acciaio nei muscoli della nostra anima”. E: “Se non avessimo mai avuto niente di doloroso o di allarmante da affrontare, se ci fosse stata sempre solo gioia in Dio, cosa saremmo? Bignè alla crema spirituali”. Ti viene a volte da scappare dalle tue prove? Quasi inevitabilmente. Invece aiutiamoci a vicenda di farci forza. Sorella Gyanamata si è aiutata con questo pensiero: “Ricordo sempre questa verità quando cerco mentalmente di trovare un modo per fuggire da qualcosa che mi sembra troppo difficile. Penso allora: ‘Sto fuggendo, non superando’”.

 Come si fa a fare progressi più veloci nella Grande Scuola della Vita? Come si fa a essere “promossi” più in fretta? Ecco: essendo consapevoli in che tipo di aula ci troviamo. Vuol dire che più riconosciamo le qualità che dobbiamo apprendere e sviluppare e quali difetti ci sono da superare, più impariamo velocemente. La consapevolezza ci fa progredire rapidamente. Quindi Sorella Gyanamata insegnava di guardarsi molto bene, mettendo a fuoco i nostri punti forti e quelli deboli: “Non posso essere ciò che voglio essere finché non affronto ciò che sono”.

Sarebbe utile guardare la nostra vita passata, diciamo gli ultimi cinque mesi del Covid-19, con tutti i cambiamenti avvenuti per noi, chiedendoci onestamente: “Come mi sto evolvendo, che cosa sto diventando? Sono contento di ciò che vedo di me?” Infatti Sorella Gyanamata ci insegna: “Le cose che ci accadono non hanno importanza; ha importanza ciò che diventiamo attraverso di esse”.

 Buona Grande Scuola della Vita a tutti! Che tutti noi possiamo diventare ciò che meritiamo di essere: il nostro meraviglioso Sé divino. In noi non c’è mancanza di nulla, ci serve solo un po` più di educazione (e-ducere = portare fuori). Fortunatamente ci sono anche insegnanti che arrivano in forma di puro divertimento, pura gioia. Lo staff della scuola non è solo duro. Meno male!

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English readers

The Great School of Life

Inspirations of Sister Gyanamata

Already as a child, at the tender age of nine, Sister Gyanamata, Yogananda’s highest female disciple, had developed an enlightened attitude: her whole life, she decided, is like a great school. In this article we call it the Great School of Life. Its teachers are all the situations that come our way, day by day, moment by moment. These teachers sometimes funny, sometimes tough, sometimes joyful, sometimes surprising.

In other words, all life long we are always students, whether we want to be or not.

Do you, the reader, love being a pupil? Or not at all? Unfortunately, in the latter case life is going to be rather hard: you will be not in voluntary education, but in a forced one. No one can escape from the Great School of Life. Better sign up now!

When an unwanted “teacher” (a hard situation) happens to us, maybe yet another one in this period, instinctively we may react with an exasperated answer: “Or NO. Why does this bad thing happen to me? It’s unfair, it’s ugly. It’s a disgrace.”

The reader of this article will have already developed a wiser answer in his heart and mind, at least in part. It is the answer of the willing pupil: “Yes! This pain comes to me as a friend, as a teacher. What is it that I can learn through it in the Great School of Life?

That is why Swami Kriyananda has so insisted on saying YES to life: not only to beautiful sunrise, the warm sunshine, but also to the cold, grey clouds, and the rain. They are our precious teachers.

When an unpleasant or harsh “teacher” happens to us, two voices usually make themselves heard: the wise one, who can say “YES”, feeling itself in the classroom of the Great School of Life. But then there is also that voice of the little inner child, who instead wants to cry out: “It’s not right, I don’t want it, it just hurts me. Why does it have to happen to me? Buahhhhh.”

All right, let’s cuddle that little child a little bit, but not too long!

Sister Gyanamata taught us to nurture the wise inner voice that accepts every situation that comes our way, necessary. Every event, ugly or beautiful, belongs completely to us: “You can have only your own; and your own will surely come to you. Indeed, you cannot escape it.”

Sometimes our little inner child wastes a lot of precious energy by wishing he didn’t have to be in this Great School of Life: “I don’t want to go to school.” It’s just like when we were kids.

One question: What was your last hard teacher in your life? Did you realize he was eager to bring you an important lesson for your evolution? By chance, in your natural humanity, did you start praying to God: “Please take this ugly situation away from me. Let me get out of it.”

Sister Gyanamata instead had another prayer, very wise and not easy to apply: “Change no circumstances of my life. Change me.”

It would be useful for all of us to practice her attitude, again and again in difficult situations, to get used to being students in the Great School of Life.

Of course, sometimes there are circumstances that really need to be changed in our lives, because they are no longer right and suitable for us. But in general, in daily life, during the rainfall of the day, Sister Gyanamata’s principle applies prefectly: “Change me.”

Every tough situation that happens to us, Yogananda teaches us, is to bring out the qualities of our soul. The inner child would like to stay in bed, cuddled, warm, living only a sweet and easy life. Don’t we all have this human desire in us? But it is still an unwise and unrealistic desire.

Sister Gyanamata therefore taught: “Difficulties develop steel in the muscles of our soul.” And: “If we never had anything painful or alarming to face, if it were just joy in God all the time, what would we be? Spiritual cream puffs.”

Do you sometimes run away from your trials? Almost inevitably. Instead, let’s help each other to be strong. Sister Gyanamata helped herself with this thought: “I always remember this truth when I mentally try to find a way to escape from something that seems too hard for me. I think then: ‘I am escaping, not overcoming.’”

How can we make faster progress in the Great School of Life? How can we get “promoted” faster? Here is the answer: by being aware of what kind of classroom we are in. This means that the more we recognize the qualities we need to learn and develop, and what flaws there are to overcome, the faster we will learn. Awareness makes us progress fast. Therefore Sister Gyanamata taught us to look at ourselves very keenly, focusing on our strengths and weaknesses: “I cannot be what I want to be until I face what I am.”

It would be helpful to look at our past life, let’s say at the last five months of Covid, with all the changes it has forced us to make make, asking ourselves honestly: “How am I evolving, what am I becoming? Am I happy with what I see of me?” In fact, Sister Gyanamata teaches us: “The things that happen to us do not matter; what we become through them does.”

We wish a happy Great School of Life to all. May we all become what we deserve to be: our wonderful divine Self. Nothing is missing in us, we just need a little more education. Fortunately some teachers are pure fun, pure joy. The school staff is not only tough. Thank goodness!

 

 

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