Perché non iniziare l’anno con un Diario?

Una nuova pratica per il nuovo anno! Come il journalling – l’arte del diario – può aiutarti nel percorso per diventare maestro di te stesso…

di Parvati Helen Broom

Quando un diario non è solo un diario? No, non è una domanda trucchetto! Per me, un diario non è un diario quando è:

un amico,
– uno specchio,
– una montagna,
– una tela,
– una tastiera,
… l’elenco continua.

Nella nostra ricerca di diventare maestri di noi stessi, tutte queste immagini entrano in gioco lungo il viaggio in vari punti: abbiamo momenti in cui sentiamo di dover condividere; momenti in cui abbiamo bisogno di vedere le cose così come sono, chiaramente riflesse a noi; momenti di cui abbiamo bisogno per “arrampicarci” e superare qualcosa di grande nella nostra vita; momenti in cui abbiamo bisogno di esprimere la nostra originalità creativa senza inibizioni; momenti in cui abbiamo semplicemente bisogno di far risuonare fuori quel che abbiamo dentro. Queste sono tutte esigenze valide che possono apparire naturalmente durante la nostra esperienza quotidiana, ma come può l’uso di un diario e lo sviluppo di una sadhana di scrittura aiutarci a gestirli?

La vita come Pranayama

Questi momenti sono semplicemente espressioni di energia. Per garantire che possiamo vivere una vita felice ed equilibrata abbiamo bisogno di modi sani per sbloccare l’energia e spostarla attraverso e fuori dal nostro sistema. Un semplice diario è un modo sicuro per esprimere ed esplorare i tuoi pensieri, sentimenti ed emozioni. È un luogo dove puoi immergerti in profondità nella tua coscienza, in modo privato (a condizione che tu lo tenga chiuso con lucchetto, definendolo chiaramente come “privato”), sicuro che nessun altro lo leggerà. Un pensiero davvero molto liberatorio!

Ci sono molti modi diversi in cui possiamo usare il journalling per aiutarci a muoverci e gestire le nostre energie, ma nelle fasi iniziali della nostra scrittura sadhana, manteniamola semplice! Ecco tre esercizi che potresti provare questo mese per iniziare o approfondire la scrittura di sadhana e aiutare la tua energia a fluire!

  • Ogni volta che senti che la tua energia è alta ma senza un focus positivo (i momenti di sensazione iper-energica, arrabbiata, o vicina al panico) trascorri un po ‘di tempo a scrivere liberamente, senza struttura, senza pensiero o intenzione; basta permettere alla penna di muoversi attraverso la pagina e, qualunque sia il flusso delle parole, lasciarle venire. Non fermarti e non censurare, scrivi fino a quando non senti la tua energia tornare a un livello più
  • Per dare alla tua giornata concentrazione e intenzione: scrivi un elenco di cose che vorresti ottenere durante il giorno. Potrebbero essere cose pratiche, come i lavori da fare; cose che desideri ottenere per te stesso, come il tempo di leggere, praticare la tua sadhana o diario; obiettivi legati alle qualità che si desidera sviluppare, ad esempio: “Oggi lascerò qualcosa di pagato in sospeso per spirito di generosità e gentilezza”.
  • Per introspezione: scegli qualcosa che è successo durante la tua giornata e scrivi uno o due paragrafi sulla parte che hai preso in questo – ciò che hai sentito che fosse il tuo ruolo; come ti sei comportato e come hai risposto; come ti sentivi e come altre persone hanno interagito con te; quello che hai fatto bene e quello che farei in modo diverso la prossima volta. Farlo può davvero aiutarci a diventare più consapevoli e consapevoli di come ci comportiamo nel mondo, e a capire perché forse le cose vanno come fanno per noi!

Divertiti con questi primi passi e vedi cosa puoi imparare su di te durante la tua pratica!

——

Original English version

A new practice for the new year! How journalling can help you on the path to self-mastery…

When is a journal not a journal? (No, not a trick question!) For me, a journal is not a journal when it’s:

-a friend,
-a mirror,
-a mountain,
-a canvas,
-a sounding-board,
…the list goes on.

On our quest for self-mastery, all of these images come into play along the journey at various points – we have moments in which we need to share; moments in which we need to see things just as they are, clearly reflected back to us; moments we need to ‘climb’ and overcome something big in our lives; moments when we need to express our creative originality uninhibited; moments when we simply need to sound off. These are all valid needs which can pop up naturally during our daily experience, but how can using a journal and developing a writing sadhana help us to handle them?

Life as Pranayama

These moments are simply expressions of energy. To ensure we can live happy and balanced lives we need healthy ways to unblock the energy and move it through and out of our system. A humble journal is a safe way to express and explore your thoughts, feelings and emotions. It’s a place where you can dive deep into your own consciousness, safe in the knowledge (providing you keep it locked, safe or labelled as ‘private’) no one else will read it. A very freeing thought indeed!

There are many different ways we can use journalling to help us move and manage our energy, but in the initial stages of our writing sadhana, let’s keep it simple! Here are three exercises you might like to try this month to begin or deepen you writing sadhana and help your energy to flow!

1) Any time you feel your energy is high but without a positive focus (those moments of feeling hyper-energetic, angry, panicked) spend some time writing freely, without structure, without thought or intention; just allow the pen to move across the page and, whatever words flow, let them come. Don’t stop and don’t censor, just write until you feel your energy return to a more manageable level.

2) To give your day focus and intention: Write down a list of things you would like to achieve in during the day. They could be practical things, such as jobs to do; things you wish to achieve for yourself, such as time to read, practise your sadhana or journal; goals connected to qualities you wish to develop, for example, ‘I will pay something forward today in the spirit of generosity and kindness.’

3) To introspect: Choose something that happened during your day and write a paragraph or two about your part in it – what you felt your role was; how you behaved and responded; how you felt as other people interacted with you; what you did well and what you would do differently next time. Doing so can really help us to become more conscious and aware of how we behave in the world, and to understand why perhaps things turn out the way they do for us!

Have fun with these first steps and see what you can learn about yourself during your practice!

 

 

 

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