Anche la gioia è contagiosa. (In presenza di Swami)

Un’esperienza toccante, al settimo anniversario dacché Swami Kriyananda ha lasciato il corpo, di come stare nell’aura di persone elevanti possa guarire dolori e pensieri stretti.

di Shantidev Oliver Graf

Non mi sentivo per niente bene. Come al solito la mia schiena era fuori uso dopo aver preparato per giorni questo evento: uno stand di prodotti a un festival di Yoga nel Nord Italia. Ero giù e molto stanco per le 7 ore di viaggio nel nostro vecchio e traballante furgone e sentivo tutti i segni dell’influenza stagionale che si insinuava nel mio organismo. Temperatura elevata, mal di testa, tosse e naso che cola.

Per di più, appena mi ero presentato agli organizzatori dell’evento, avevo ricevuto la brutta e inaspettata notizia che il nostro stand era grande la metà di quello che avevamo prenotato. C’è stato un malinteso, un errore, mi avevano detto. Ero furioso. Sentivo il morso della rabbia torcermi le viscere… Cosa me ne facevo di un camion pieno di merce, con uno stand così piccolo. L’intero sforzo non aveva senso. Aggrappandomi alle ultime risorse di energia ero riuscito a scaricare la merce e a organizzare uno spazio dove depositarla. Adesso ero pronto per raggiungere l’albergo, crollare sul letto e sprofondare nel mio orribile stato d’animo.

Ma, uscendo dalla struttura, camminando nel corridoio, ho incrociato un’amica che mi ha detto: “Shantidev, Swami mi ha detto di chiederti se ti va di cenare con lui stasera“. Questa notizia in circostanze normali mi avrebbe riempito di gioia, poter trascorrere del tempo con il mio caro maestro spirituale, che tra l’altro sarebbe stato uno dei principali oratori del festival. Ma nello stato di coscienza in cui mi trovavo, dopo aver rapidamente controllato la mia situazione interiore, i miei “chakra”, mi sentivo come se indossassi un abito-aura impresentabile, fangoso e sporco. Comunque, con un po’ di imbarazzo, ho confermato l’appuntamento.

Dopo una rapida pulizia dentro e fuori, e alcune preghiere inviate all’orchestratore cosmico per riallineare e sintonizzare la mia frequenza, mi sono presentato al tavolo del ristorante dove Swami e alcuni amici intimi avevano già preso posto. Mi sedetti accanto a lui e per la successiva ora e mezza tutti noi godemmo di una gioiosa e leggera conversazione su questioni internazionali, economia, film, arricchita da battute. Ho anche aiutato Swami a mangiare, poiché quello era il suo ultimo anno di vita, e già aveva molte difficoltà fisiche.

Quando ho salutato Swamij a fine serata, e ho osservato quell’uomo anziano e fisicamente debole camminare fino alla sua stanza d’albergo, ho realizzato che il mal di schiena era sparito, la febbre e il raffreddore erano scomparsi e in me, nel centro del cuore e della testa, qualcosa risuonava come una campana…era una frequenza di gioia, la più sottile e squisita gioia.

Questa esperienza l’ho vissuta ogni volta nei molti momenti che ho trascorso con quest’uomo. Non mi guardava con una espressione speciale, né mi dava consigli spirituali, e neppure mi trasmetteva profondi insegnamenti esoterici. Solo la sua presenza, la trasmissione della sua frequenza.

In questi tempi di esuberante mercato spirituale, in cui essere insegnante spirituale, insegnante di yoga, life coach è una professione da apprendere in infinite varietà creative di corsi e classi, non dimentichiamo che l’autentica spiritualità non è una conoscenza da acquisire, ma avviene per trasmissione di coscienza da Maestri auto-realizzati a discepoli. È l’inspiegabile mistero della vita, e il suo potere sta nella ininterrotta trasmissione attraverso il lignaggio dei Maestri. Questo è il potere silenzioso, la voce silenziosa che dall’inizio dei tempi sussurra ai nostri cuori freddi e orgogliosi. Ora è il momento di abbracciarla.

Se ti è piaciuto questo articolo, pensiamo che possa piacerti l’autobiografia di Swami Kriyananda Il nuovo sentiero 

(disponibile anche in ebook https://www.anandaedizioni.it/shop/e-book/il-nuovo-sentiero-e-book/)

English readers

Joy also is contagious (in presence of Swami)

I wasn’t feeling well at all. As usual my back was out after having for days prepared this event, a product booth at a Yoga festival in Northern Italy. I was down and very tired from the 7-hour drive in our old and shaky van and felt all the signs of the seasonable flu creeping into my system. High temperature, headache cough and running nose. As soon as I presented myself to the organizers of the event I received the bad and unexpected news that our booth was only half the size of what we had booked. There was a misunderstanding, a mistake they told me. I was furious. I felt the hot grip of anger sweeping up from my guts…What should I do with a truck full of merchandise, with such a small booth, the whole effort doesn’t make any sense. Literally with my last resources of energy I managed to organize a storage space and unloaded all the goods. Now I was ready to collapse on my hotel bed and brood in my horrible mood.
Walking out in the corridor of the facility I met a friend who told me: “Shantidev, Swami told me to ask you whether you would like to join him for dinner tonight”. This would have been usually a joyful news to spent time with my dear spiritual teacher who was one of the key speakers of this event. In my current state of consciousness though, I quickly checked my inner state, my “chakras”, I felt like wearing unpresentable muddy and dirty auric cloth. Anyway, with some embarrassment I confirmed the appointment.
After a quick inner and outer clean up, some prayers sent to the cosmic orchestrator to realign and attune my frequency I presented myself at the table in the restaurant where Swami and a few close friends already had taken seats. I was sitting down next to him and for the next hour and a half the group of us had a very joyful and light conversation about world affairs, economics, movies and for sure cracking jokes. I assisted Swami with his eating as, being in his last year of life he had many physical difficulties.
When I greeted Swamiji at the end of the dinner and watched this old and physical weak man walk up to his hotel room …I wondered… my backpain was gone, my fever and cold had disappeared and in me, in the center of my heart and head, rang a bell like frequency of the most subtle and exquisite joy. This is what I have experienced each time in the many occasions I had spent time with this man. There was no put on expression of looking at me, or spiritual advice or transmitting deep esoteric teachings… just the presence…the transmittance of frequency.
In this times of an exuberant spiritual market place, where being a spiritual teacher, yoga teacher, life coach is a profession to be learned in infinite creative varieties of courses and classes, lets keep in mind that authentic spirituality is not acquired knowledge but happens by transmission of consciousness from self- realized Masters to disciples. It is the unexplainable mystery of life…the power lies in the unbroken transmission of the lineage of the Masters. This is the silent power, the silent voice which since the beginning of time is whispering to our cold and proud hearts. Now is the time to embrace it.

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