“Ascolta il canto della mia anima”

I canti cosmici di Yogananda sono un ponte tra la spiritualità indiana e l’inno cristiano: se li offri con il cuore, il tuo piccolo “io” ritorna nella vibrazione universale.

di Parvati Helen Broom

Lo stile di canto che Yogananda ha introdotto in Occidente è molto particolare. Canzoni realmente devozionali, che ibridano la profondità che tocca l’anima dei canti indiani con l’espressione gioiosa degli inni cristiani. Yogananda stesso li spiritualizzò ad uno ad uno, suonandoli più e più volte, fino a quando ciascuno dei suoi canti cosmici non fu impregnato della sua coscienza. In quanto tali, sono un ottimo rimedio vibrazionale per riarmonizzare i nostri pensieri e le nostre emozioni. Yogananda indicò anche quale canto cantare per raggiungere diversi stati di coscienza! Li definirei quasi vitamine per l’anima.

Recentemente sono stata a un kirtan (canto devozionale di gruppo) in cui il leader cantava con totale abbandono: il desiderio nel suo cuore di una completa unione con il Divino era palpabile; non stava trattenendo nulla nel suo canto, e ogni parola aveva tutto il peso della sua anima dietro di sé. (Yogananda in realtà dice che le nostre parole sono espressioni della nostra anima e come tali hanno un immenso potenziale). A un certo punto, ha ripetuto una frase più e più volte per un periodo abbastanza lungo, finché con un’ultima offerta le sue parole di devozione sono salite a picco e sicuramente (almeno per la mia mente) ha perforato i cieli ed è atterrato alle ginocchia del Divino. Questa immagine mi ha fatto riflettere sul fatto che non importa quale sia la nostra canzone, e non importa come scegliamo di cantarla, il Divino ascolta attentamente e si gode tutti i nostri doni. Anche se noi stessi sentiamo di avere una voce terribile o non possiamo prendere una nota, va bene lo stesso. Finché saremo in armonia con il Grande Compositore, canteremo la canzone dei nostri cuori in tono perfetto.

Le scritture yogiche si riferiscono all’universo stesso come a un corpo di vibrazione, qualcosa che tra l’altro la scienza attesta. Ti sei mai sentito a disagio in una situazione? Quasi un po’ “stonato” rispetto a un’idea, a una conversazione o a un gruppo di persone? Questa è un’indicazione della risonanza intuitiva che abbiamo con il mondo che ci circonda. Quando sentiamo una profonda connessione con un luogo, una persona o un brano musicale, spesso diciamo che siamo “in armonia” con quella particolare cosa. L’universo stesso è una canzone, una gamma di note che vibrano in armonia (o no, a seconda dei casi). Quando immagino World Peace, immagino che la melodia dell’universo venga suonata alla perfezione, ogni nota al suo posto legittimo e contribuisca alla sinfonia complessiva!

Cosa possiamo fare allora, a livello individuale, per assicurarci di essere “in sintonia” con la vita e il nostro sé più elevato? Yogananda viene spesso citato dicendo che il canto “è metà della battaglia”. Ma quale battaglia? E perché? La “battaglia” è lasciare andare l’identificazione con il sé più piccolo, quello ristretto e limitato, e passare a una consapevolezza espansa, senza limiti, definizioni o confini. In che modo il canto ci aiuta a farlo? Quando permetti a te stesso di essere completamente “toccato” dal canto, di penetrare in esso e di lasciare che si muova attraverso la tua coscienza, ti rilassi naturalmente e lasci andare il piccolo sé. Preoccupazioni, pensieri molesti, anche semplicemente “pensieri”: tutto questo svanisce. E questa è una vittoria che vale la pena vincere! Perché non provare a cantare un paio di canti cosmici di Yogananda? Potresti essere sorpreso!


 

English version

‘Listen to my Soul Song, Listen to my Heart Song’

di Parvati Helen Broom

The style of chanting Yogananda introduced to the West is very particular. Truly devotional, they are songs which hybrid the soul-stirring depth of the Indian chants with the joyful expression of Christian hymns. Yogananda himself spiritualised each one, playing them over and over, until each of his cosmic chants became imbued with his consciousness. As such, they are a great vibrational remedy for reharmonising our thoughts and emotions – Yogananda even indicates which chant to sing in order to achieve different states of consciousness! Vitamins for the soul, almost…

Recently I was at a kirtan (group devotional singing) in which the kirtan leader was singing with total abandon – the longing in his heart for complete union with the Divine was palpable; he was holding nothing back in his singing, and each word had the full weight of his soul behind it. (Yogananda actually says that our words are expressions of our soul and as such have an immense potential power.) At one point, he repeated a phrase over and over again for some considerable time, until with one final offering his words of devotion rocketed upwards and surely (to my mind at least) pierced the very heavens and landed on the lap of the Divine. This image made me reflect on the fact that no matter what our song is, and no matter how we choose to sing it, the Divine is listening intently and enjoying them all. Even if we ourselves feel we have a terrible voice or cannot hold a note, really it’s ok. As long as we are ourselves in harmony with the Great Composer, we will sing the song of our hearts in perfect pitch.

The yogic scriptures refer to the universe itself as a body of vibration, something to which science attests. Did you ever find yourself feeling uncomfortable in a situation, a little bit ‘out of tune’ with an idea, a conversation or a group of people? This is an indication of the intuitive resonance we have with the world around us. When we feel a deep connection with a place, a person or a piece of music we often say we are ‘in harmony’ with that particular thing. The universe itself is a song, a range of notes vibrating in harmony (or not, as the case may be). When I envision World Peace, I imagine the melody of the universe being played to perfection, each note in its rightful place and contributing to the overall symphony!

What can we do then, on an individual level, to ensure we are ‘in-tune’ with life and our highest self? Yogananda is frequently quoted as saying that chanting ‘is half the battle’. But what battle? And why? The ‘battle’ is to let go of identifying with the smaller self, the narrow, limited one, and to move into an expanded awareness, one without limits, definitions or boundaries. How does chanting help us to do that? When you fully allow yourself to be ‘moved’ by the chant, to enter in to it and let it move through your consciousness, you naturally relax and let go of the little self. Worries, troublesome thoughts, even simply ‘thoughts’: all these drop away. And that is a victory worth the winning! Why not have a go at chanting a couple of Yogananda’s Cosmic Chants? You may be surprised!

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