Primavera: fai crescere il papavero dell’anima!

Arriva la primavera, il cuore, i prati, l’anima sono pronti a fiorire. Tu che fiore vuoi essere? Il papavero ti insegna la libertà, la morbidezza, l’umiltà, doni che ritrovi anche nella meditazione.

(Inizia con questo articolo una serie di pubblicazioni sui fiori di primavera e la nostra crescita interiore).

di Jayadev Jaerschky

Arriva la primavera! Lo senti? Il cuore è in giubilo e non vede l’ora di ricevere i primi raggi caldi del sole e di vedere i suoi segni spettacolari nella natura. Sta arrivando la fioritura… che ci vuole parlare della nostra fioritura interiore.

Pensaci: ogni fiore che vedi sbucare ti parla di una qualità speciale e unica. Guarda ad esempio il bucaneve. È unico e prezioso il suo messaggio, perché è il primissimo pioniere di bellezza e bontà, in mezzo al freddo e al giaccio. Fiorisce in circostanze completamente sfavorevoli e offre un messaggio di speranza a tutti coloro che lo vedono. Non vorremmo essere anche noi così?

Guarda poi a un girasole: quanto è diverso il suo messaggio naturale, il suo incoraggiamento solare, di essere forte, alto e fiero.

Poi… c’è il papavero. È un fiore segretamente magico che ci porta un messaggio unico, essenziale. Hai mai toccato i suoi petali? Sono delicatissimi, come una seta sottile. È davvero una meraviglia toccarli, sono come una coccola dolce e tenera. Ci parlano di una qualità speciale dell’anima che vuole fiorire nella nostra vita. Pensaci: quando qualcuno si avvicina a te, non sarebbe meraviglioso che gli regali, vibrazionalmente, qualcosa di morbido, raffinato, sottile, delicato, prezioso, come un papavero?

Basta con l’ego che facilmente recita un ruolo grezzo, con una rumorosa auto-affermazione e una voce insensibile. Infatti il papavero ci parla dell’anima e ci guida ad essere sottili.

Guarda e ammira la sua bellezza speciale: è un fiore tanto umile che cresce tra i campi, insieme a tanti, tanti altri. Non si sta prendendo sul serio, per niente, e non si auto-proclama mai. Ma allo stesso momento… non è spettacolare il suo intenso colore rosso? Il papavero brilla umilmente, più di tanti altri fiori, ma senza mai prendersi sul serio. Brilla forte con naturalezza, umiltà, dimenticanza di sé.

Il papavero viene persino spesso percepito come un’erbaccia che cresce tra il grano. Al papavero però non importa che gli altri lo pensino così. Non è bello questo suo messaggio, per tutti noi?

Pensa a una altra sua qualità: se raccogli un papavero, dopo pochissimo sarà sfiorito. Infatti non tollera il vaso, ma ama il campo, il posto selvatico, il posto di libertà sotto il cielo. Non è un meraviglioso simbolo per la nostra anima libera?

Pensa così: “O papavero, fammi diventare come te! Fammi brillare, con umiltà, senza dover essere speciale o diverso, senza prendermi sul serio e senza dover stare in un vaso di presentazione pubblica”.

Come facciamo a diventare come il papavero? La meditazione ci aiuta tanto. Ci toglie ogni interesse per l’importanza personale, dell’ego e dell’orgoglio. Però ci fa brillare con naturalezza, bellezza, sottilmente, con raffinatezza, semplicità e preziosità.

Una meravigliosa posizione yoga per diventare un papavero divino è Yoga Mudra in cui affermi: “Io sono Tuo. Ricevimi.” Fallo con tanta umiltà, abbandono e apertura. Dimentica ogni tua importanza personale. Sii un vero papavero. Senza vaso! Senza rappresentazione artificiale. Senza ruolo. Ma con tanto meraviglioso colore!

Poi prega con Yogananda (da Sussurri dall’Eternità):

Insegnami a sognare, con i petali del papavero,
visioni della Tua luce dorata
e della Tua pace interiore.

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