Vivere in una comunità (1): come sono arrivata ad Ananda

Senza saperlo mi sono fatta scegliere dalla Verità

 di Jivanta Giulia Berti

“Le mie parole sono registrate nell’etere… e scuoteranno l’Occidente… Migliaia di giovani dovranno andare a nord, sud, est e ovest, ricoprendo la terra di piccole colonie, dimostrando che una vita semplice, accompagnata da alti ideali, conduce alla più intensa felicità!”
Paramhansa Yogananda, Beverly Hills, 1949

Spesso mi viene chiesto: “Perché vivi in comunità? Sei così giovane, scappi dal mondo?“. Non è così, in realtà non ho neanche deciso di “vivere in una comunità”. È stato un processo veloce ma graduale. Qualche anno fa mi trovavo immersa, come molti adolescenti che cercano di diventare adulti, nella scelta della laurea magistrale da fare per cercare di rispondere alla classica domanda: “Cosa vuoi fare da grande?“. Troppe possibilità, troppe incertezze esteriori, o forse troppa sicurezza interiore nel sapere che nessuna di quelle “normali” possibilità accendeva davvero il mio entusiasmo. Così mi sono ascoltata un po’, mi sono immersa nella natura e nel mio mondo interiore e mi sono chiesta: “Perché sono qui? Cosa cerco? Cosa voglio?“. E la risposta è stata io voglio trovare la Verità, che poi ho scoperto essere la realizzazione del Sé.

Scelta la meta, i passi erano “facili”, o meglio cercavo giorno dopo giorno modi per avvicinarmi sempre di più a questo che avevo capito essere lo scopo della mia vita. Ho iniziato innanzi tutto a creare la mia comunità personale, fatta di libri ispiranti, di musica rilassante, di film che mi aprivano finestre su nuove realtà. Ho iniziato a fare ogni giorno qualcosa che non avevo mai fatto prima, a “lanciarmi” in esperienze che non avevo mai pensato di fare, ho iniziato a frequentare gente nuova e a chiedermi: “Cosa vuoi fare tu? Vuoi fare quello che tutti fanno o vuoi scegliere per te? Vuoi un’altra serata in discoteca o vuoi qualcosa che ti faccia veramente battere il cuore e percepire la gioia interiore semplicemente per il fatto di esistere?“.

Ho iniziato a viaggiare, a stare di più in mezzo alla natura, a scrivere, a osservare e a osservarmi, comprendendo un po’ alla volta i miei punti di forza e i miei limiti. E più mi osservavo più quella “comunità” che mi stavo costruendo intorno si auto selezionava. La ricerca della Verità, stava disfacendo lentamente un gomitolo aggrovigliato di possibili vite ed esperienze, di persone e di finti ideali di cui mi ero attorniata. Facendo sempre più pulizia nella mia mente e nella mia vita. Devo ammettere che l’affermazione, che poi ho ritrovato nell’Ananda Yoga: “Al centro delle tempeste della vita, io sono sereno”, sarebbe stata molto utile in alcuni momenti.

Un giorno, durante uno dei miei momenti: “Fai qualcosa che non hai mai fatto prima”, sono finita in una libreria e sono stata letteralmente catturata da Autobiografia di uno Yogi. Non avevo mai sentito parlare di Paramhansa Yogananda, e sapevo ben poco di yoga e di yogi. Ma qualcosa dentro di me diceva che quello era il mio prossimo passo. Dietro a quel libro c’era anche Raja Yoga di Swami Kriyananda. Non sapevo ancora che quei due libri in un paio di anni sarebbero divenuti la mia vita e il mio servizio, ma li comprai senza esitazione e con grande curiosità.

Avevo trovato, nel mezzo di un mare di possibilità, la mia strada verso la meta. Da lì a poco la vita mi ha portato a sentire l’esigenza del pellegrinaggio. Sono tornata in quella libreria e ho comprato la guida per il cammino di San Francesco, con un santo per mano e un grande desiderio di Dio nel cuore, mi sono messa in viaggio. E fu così che passo dopo passo, sentiero dopo sentiero sono arrivata ad Ananda. Avevo trovato casa, e il resto già è storia. La storia che sto vivendo ora qui e che racconterò in un’altra puntata.

Qualche mese fa, nella camera che per un po’ è stata la mia comunità personale, ho trovato un foglio con scritta questa lista:

  1. TROVARE DIO
  2. VIVERE IN UNA COMUNITÀ SPIRITUALE
  3. DIFFONDERE GLI INSEGNAMENTI DELLA VERITÀ

Così, in realtà, l’avevo già scelto io il mio destino: a mia “insaputa” avevo chiesto di vivere in una comunità, di crescere insieme ad altri ricercatori per trovare Dio e aiutare gli altri a trovarlo.

Allora, forse è un po’ così: tu scegli la tua aspirazione più alta, e se veramente lo chiedi con ardore, quella arriva a te. L’universo si organizza di conseguenza. Con le parole del Maestro del mio Maestro:

Se avete in voi una fede realmente divina, e se desiderate qualcosa che non esiste nell’universo, quella cosa sarà creata per voi». Swami Sri Yukteswar

Sapevo di avere una grande fiducia nelle stelle, nell’universo e ora ne ho la conferma.

Buona avventura a tutti.

 

Condividi l’articolo su:

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su email
Email
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Condividi su telegram
Telegram

Articoli recenti

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Copyright 2021© Yogananda Edizioni Srl – Impresa sociale. All Right Reserved.
Frazione Morano Madonnuccia, 7 – 06023, Gualdo Tadino (PG)
[email protected] | +39 075 914 83 75
C.F. e P.IVA 03761550544 – N.REA PG-311962 | Privacy e Cookie Policy