Guida per Affermazioni efficaci

La tecnica di Yogananda delle Affermazioni è molto potente: ecco i requisiti per renderle attive e trasformanti.

di Sahaja Mascia Ellero

Le affermazioni sono uno strumento di trasformazione personale di cui tutti, o quasi, conoscono ormai l’esistenza. Tanti le praticano regolarmente. Ma quanti vedono veramente i risultati sperati? E se i risultati non arrivano, significa forse che le affermazioni, in realtà, non funzionano?

Yogananda soleva dire che, se ci immergiamo nel mare e non troviamo le perle, non dovremmo incolpare il mare, ma il modo in cui ci siamo immersi! Lo stesso vale per le affermazioni, che sono realmente uno dei più potenti strumenti di trasformazione a nostra disposizione, ma hanno bisogno di essere utilizzate correttamente per dare i loro risultati.

Ci sono due requisiti fondamentali alla base del funzionamento di un’affermazione. Il primo è la ripetizione. Come una goccia, cadendo sempre sullo stesso punto, finisce per tracciare un solco, così anche i concetti e le parole ripetuti a lungo e con costanza creano nuovi “solchi” (circuiti neuronali) nel nostro cervello. Quante volte, però, pratichiamo davvero “a lungo e con costanza” le affermazioni? E quanto spesso, invece, ci limitiamo a ripeterle un paio di volte e poi passiamo a qualche altra attività? I neuroscienziati dicono che ci vogliono dalle 2 alle 4 settimane (ci sono opinioni contrastanti) per consolidare un nuovo circuito nel cervello. In ogni caso, un’affermazione andrebbe ripetuta almeno per due settimane e possibilmente non una sola volta al giorno, ma almeno due, come suggeriva Yogananda: al mattino appena svegli e la sera prima di addormentarsi. In aggiunta, il Maestro consigliava di ripeterle alla fine di ogni meditazione. Questi, infatti, sono i momenti in cui il subconscio e la supercoscienza sono più aperti e accessibili, e le nuove forme-pensiero possono penetrare più in profondità e con risultati più duraturi.

C’è, tuttavia, un altro modo per formare una nuova traccia: l’intensità. Una mina può creare un cratere in un istante, senza bisogno di aspettare migliaia o milioni di anni, una goccia alla volta! In Affermazioni scientifiche di guarigione, Yogananda scrive: «In tutte le affermazioni, l’intensità dell’attenzione è prioritaria». Ma come possiamo creare questa intensità?

Sempre nel suo libro di affermazioni, Yogananda spiega: «Le parole o affermazioni sincere, ripetute con comprensione, sentimento e volontà, metteranno in moto sicuramente l’Onnipresente Forza Vibratoria Cosmica e ti restituiranno aiuto nelle difficoltà». Queste tre componenti fanno davvero una grande differenza!

“Comprensione” significa, letteralmente, capire il significato di quello che stiamo ripetendo. Può sembrare ovvio, eppure a volte ripetiamo parole o frasi che ci sembrano chiare, ma che in realtà per noi sono come involucri vuoti. Immaginiamo, ad esempio, un bambino abbandonato dalla mamma che affermi: “Sono amato e desiderato”; o una persona dal carattere irascibile o ansioso che affermi: “Sono sempre calmo e fiducioso”. Anche se la nostra anima, come scintilla del Divino onnisciente, conosce ogni sensazione ed esperienza, è quanto meno probabile che una parte di noi non riesca a credere fino in fondo a quelle affermazioni, perché non ne conosce e comprende del tutto il significato. Il nuovo solco potrà formarsi comunque, ma potrebbe volerci molto più tempo e molti più sforzi, perché ci sarà resistenza. Se, invece, applicheremo il principio della “comprensione” e cercheremo una frase o parola che abbia veramente senso per noi, le resistenze si affievoliranno e potremo via via alzare l’asticella di ciò che affermiamo, passando a concetti sempre più lontani dalla nostra realtà attuale e sempre più vicini alla realtà che la nostra anima conosce e desidera.

Uno dei modi più potenti di rendere “comprensibile” un’affermazione, è il secondo consiglio di Yogananda: attraverso il “sentimento”. Anche se non abbiamo quasi mai conosciuto la calma perché abbiamo trascorso tutta la vita in balia di emozioni agitate, possiamo provare a immaginare come “si senta” una persona calma; o come ci sentiremmo noi se fossimo calmi; oppure possiamo cercare di ricordare le volte in cui abbiamo percepito dentro di noi anche solo un barlume di calma. I neuroscienziati hanno scoperto che il cervello non distingue tra ciò che è reale e ciò che è immaginato o rivissuto. Un’esperienza visualizzata o rievocata con intensità può creare istantaneamente un nuovo solco nel cervello. E più ci immergeremo in quelle sensazioni, cercando di percepirle come se tutte le cellule del nostro corpo le stessero vivendo, più reale diventerà quell’esperienza; più ci sembrerà reale e più la “comprenderemo”; e più la comprenderemo, più veloce sarà la nostra trasformazione! Gesù ha detto: «A chi ha, sarà dato». Applicato alle affermazioni, queste parole significano che quanto più sperimenteremo un certo stato di coscienza, tanto più continueremo ad attirarlo magneticamente. Visualizzati immerso in quella qualità, senti che la emani da ogni poro della tua pelle, percepisci interiormente come sarebbe vivere sempre così, con queste sensazioni nel cuore. Senti che lo stato di coscienza o atteggiamento che desideri è possibile, intenso, reale… già manifesto!

In che modo, infine, entra in gioco la “volontà”? Ovviamente, ci vuole forza di volontà per ripetere un’affermazione, ma non si tratta solo di questo. Volontà significa anche “volere”, “desiderare”. Quando scegliamo un’affermazione, dovremmo chiederci: “È un risultato che desidero veramente? O ci sono parti di me che non lo vogliono affatto e potrebbero remare contro?”. Possiamo anche affermare per mesi e mesi: “Sono prospero, sono ricco”, ma se una parte di noi (conscia o subconscia che sia) è convinta, ad esempio, che “Le persone ricche sono disoneste” o che “I ricchi sono infelici”, probabilmente non avremo grossi risultati!

Il mondo delle affermazioni è come la lampada di Aladino, e Yogananda ci ha dato istruzioni precise su come strofinare questa lampada magica per far uscire il genio che esaudirà i nostri desideri. Un’ultima componente, tuttavia, è fondamentale per far funzionare questa magia: la “fede”: l’assoluta, incrollabile fiducia che il genio sia realmente dentro la lampada e possa esaudire i nostri desideri; che esista un piano di Amore e Felicità per la nostra vita, e che tutte le cose belle e buone ci spettino di diritto e ci appartengano già. «Sono figlio di Dio, ciò che è Suo, è anche mio!». Se impareremo a dimorare in questa certezza interiore e svilupperemo sempre più l’intensità, la ripetizione, la comprensione, il sentimento e la volontà nelle nostre affermazioni, la nostra vita si allineerà “magicamente” con la realtà di perfezione e gioia assoluta in cui la nostra anima dimora.

 

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