Siamo capaci di stare in silenzio? (riflessioni dal tempo sospeso)

Questo tempo inaspettato è un’opportunità di cui fare buon uso. La natura si sta ricaricando di energia, noi lo stiamo facendo o viviamo con modi vecchi?

di Amrita Elena Cantarutti

In questo periodo ci è stato imposto dall’universo uno spazio privato a cui non eravamo più tanto abituati. Infatti il nostro sistema di vita ci porta a vivere in un continuo ritmo di comunicazione e scambio energetico, anche nel tempo del riposo. Questo sembra strano, ma in effetti se pensiamo a come molte persone passano il loro tempo di pausa, spesso vediamo che a fargli compagnia non c’è il silenzio (con tutti i grandi benefici che potrebbe portare) ma la televisione, il telefono, il computer, ecc. Così un momento di sana pausa non lo è veramente.

Per chi conosce le leggi dell’energia e del magnetismo, sa che ognuno di noi è connesso con gli altri e con il mondo. Lavoriamo, comunichiamo, scambiamo parole (spesso anche troppe), idee, opinioni e poi emozioni, sentimenti, e infine energie, quelle che stanno dietro ogni pensiero e sentimento, vibrazioni. Queste vibrazioni ci collegano l’un l’altro, lasciano delle tracce su di noi, e viceversa, noi lasciamo tracce sugli altri. La nostra aura ci difende da tutte queste aggressioni ma anche viene intaccata. Immaginiamo una giornata lavorativa, magari abbiamo tante responsabilità che ci tengono in uno stato di tensione, agitazione o frenesia, magari abbiamo colleghi abituati ad un linguaggio triviale, o facciamo un lavoro con il pubblico e abbiamo per ore davanti a noi persone arrabbiate, prepotenti, stanche o iperattive, agitate, frustrate; persone a loro volta ipersensibili e quindi già sovraccariche; poi torniamo a casa e forse ci aspetta ancora del lavoro, magari ci chiama un amico che ci impegna in una conversazione dopo che abbiamo alle spalle già dodici ore di attività; o abbiamo una famiglia da seguire; poi arriva quel rumore di sottofondo che si chiama televisione, che ci svaga forse, ma anche continua a pungolare il nostro sistema nervoso; nel tempo libero dobbiamo fare le spese, vogliamo vedere gli amici, divertirci, ecc. È sul nostro sistema nervoso che tutto questo si scarica. Quando diventa troppo l’aura viene piano piano intaccata, le energie esterne cominciano ad entrare sempre più facilmente, lasciano impronte sempre più profonde, si diventa nervosi, arrabbiati, infelici. Se non si riconosce in tempo il messaggio, ci si ammala.

Ecco perché è tanto importante regolarmente interrompere tutto, non solo quando si è stanchi, ma proprio come impegno personale quotidiano verso se stessi. Ma cosa significa interrompere?

Secondo me, significa prima di tutto non giudicare. Non giudicare chi o cosa? Se stessi. Quello che spesso impedisce il rilassamento è la continua tensione che il pensiero di non fare abbastanza ci impone su tutti i livelli, fisico-energetico-mentale, la convinzione che si merita di essere amati solo se si “fa” qualcosa, se si dimostra di riuscire, se si soddisfano le aspettative, o la sensazione che tutto pesa su di noi, la paura di non essere meritevoli se semplicemente si stacca la spina con tutti; la paura di stare da soli; il confronto con gli altri, questo mostro che non fa mai sentire all’altezza di niente. Per restare sul pratico, cosa significa staccare? Intendo nel senso vero di stare da soli. Qual è la connotazione positiva della solitudine? Per chi è su un sentiero spirituale sa che quel ritirarsi in se stessi è cercare Dio. Per chi non crede in una realtà divina può semplicemente pensare a quel ritirarsi come a un cercare le proprie necessità più profonde.

Più sopra ho scritto che il silenzio potrebbe portare dei benefici. Ho usato il condizionale perché in effetti dipende da come si usa il proprio spazio di solitudine. Questo spazio è fondamentale per ricostruire se stessi dopo che pensieri, emozioni, sentimenti, nostri e di tutto il mondo reale e virtuale, ci hanno colorati di sfumature non nostre. Se questi colori solo quelli delle vibrazioni più basse (aggressività, competizione, cinismo, ecc.) possiamo capire cosa stiamo portando a casa, nella nostra aura. Inoltre lo spazio non esiste quando parliamo di energie sottili.

Quotidianamente facciamo a noi stessi il grande favore di ritirarci in solitudine, e almeno una volta alla settimana. Non quella solitudine che è una fuga e isola dal mondo e ci rende alieni a tutto (se siamo a quel punto significa che abbiamo già oltrepassato il nostro limite), invece quella sana solitudine che ci permette di ricostruirci, di tappare i buchi o semplicemente di riprendere il nostro colore unico. Quella solitudine che ci lascia respirare con il nostro ritmo, in cui ritroviamo la nostra leggerezza. E anche se la nostra non è una vita frenetica, prendiamo la buona abitudine di stare un po’ da soli. Per un giorno spegnere il cellulare o almeno impegnarsi a non guardarlo o a non rispondere se non è un’emergenza. Spegnere la televisione. Circondarsi di cose piacevoli, ascoltare musica ispirante. Non fare quello che dobbiamo ma quello che ci piace o imparare a fare qualcosa di nuovo, inventare, creare, o permetterci anche di non fare niente se questa è la necessità del nostro corpo. Lasciamo agli altri la responsabilità del loro giudizio e osserviamo piuttosto il giudizio che diamo noi a noi stessi quando ci permettiamo di avere cura di noi fuori dagli schemi sociali. L’importante è non rimandare. Non è vero che il tempo manca, bisogna solo saperselo prendere. Yogananda dice di provare a pensare a cosa succederebbe se Dio non avesse tempo per noi. Proviamo a staccare tutto e fare silenzio intorno a noi. Sarà più facile così imparare a fare silenzio anche dentro di noi. Perché è nel silenzio che Dio ci parla.

Possiamo approfittare di questo periodo di riposo forzato per mettere un buon seme e quando si ricomincerà avremo instaurato una buona abitudine che sarà più facile portare avanti nella nostra vita futura.

 

Consigli di lettura: In divina amicizia: lettere di consiglio e riflessione / Swami Kriyananda. – Collana Sangha (Ananda Edizioni), https://www.anandaedizioni.it/shop/materiale-didattico/in-divina-amicizia/

Lettere ai ricercatori della verità /Swami Kriyananda. – Collana Sangha (Ananda Edizioni), https://www.anandaedizioni.it/shop/materiale-didattico/lettere-ai-ricercatori-della-verita/

 

Condividi l’articolo su:

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su email
Email
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Condividi su telegram
Telegram

Articoli recenti

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Copyright 2021© Yogananda Edizioni Srl – Impresa sociale. All Right Reserved.
Frazione Morano Madonnuccia, 7 – 06023, Gualdo Tadino (PG)
[email protected] | +39 075 914 83 75
C.F. e P.IVA 03761550544 – N.REA PG-311962 | Privacy e Cookie Policy