Il futuro visto da un universo chiamato “Comunità”/ Future seen from a universe called “Community”

Considerazioni globali per una petizione alla Comunità Europea per il riconoscimento delle “comunità”, e un monito a cogliere l’opportunità di questo tempo per fare un vero cambio per se stessi e per il pianeta.

di Nayaswami Anand
Co-direttore con Nayaswami Kirtani di Ananda Europa

Cari cittadini di tutto il mondo,
come abitanti di questo pianeta, respiriamo tutti la stessa aria e condividiamo le stesse risorse globali. Pertanto, abbiamo tutti una responsabilità comune. Per questo motivo vi chiedo di prestare la vostra gentile ma seria attenzione alle seguenti considerazioni.

In questa stagione primaverile sembra opportuno parlare di nuovi inizi. Siamo tutti in attesa, come un’unica famiglia, all’ingresso di una porta, simile a una porta girevole, che presto ci permetterà, a turno e ciascuno dai propri rispettivi Paesi, di uscire dalle nostre case e di ricominciare la vita dopo la grande pausa. Quando arriverà quel momento, la nostra naturale tendenza sarà quella di cogliere l’attimo (Carpe Diem). Ma, veramente, il nostro dovere verso noi stessi sarà di cogliere il futuro (Carpe Posterum).

In un recente articolo di Julio Vincent Gambuto (su medium.com), intitolato: “Preparatevi per il supremo ‘Gaslighting’ (manipolazione)”, l’autore parla del tempo che sta arrivando, in cui tutti inizieremo a decidere come “riaprire”. Afferma: “Nei prossimi tempi, forze molto potenti cercheranno di convincerci tutti a tornare alla normalità [e che] tutto questo non è mai successo … Miliardi di dollari saranno spesi in pubblicità … per ricordarci che quello che vogliamo di nuovo è la normalità … e che chiediamo disperatamente di non trovarci a letto di notte a chiederci come pagheremo l’affitto e le bollette, e di svegliarci trovandoci a scorrere nel nostro telefono un’infinita serie di tragedie umane … La necessità di comfort sarà reale e sarà forte. E ogni marchio in America verrà in nostro soccorso per riportare la vita come prima della crisi”. Gambuto termina il suo primo paragrafo con questa frase: “Vi esorto a essere ben consapevoli di ciò che sta arrivando”.

Parlando di ciò che sta arrivando, Paramhansa Yogananda, l’autore di Autobiografia di uno yogi, negli anni Quaranta rivolse ai suoi studenti americani tanti messaggi molto forti che, per quanto sembri incredibile, parlavano degli eventi di oggi. Ecco alcuni estratti: “A un certo punto, dopo che me ne sarò andato, saprete tutto quello che ho cercato di fare per voi … Se seguirete il mio consiglio, un giorno sarete molto grati per questo … Una grande crisi arriverà, la crisi più grande che questo Paese abbia mai visto … Quando la falsa ricchezza crollerà, ci saranno milioni di persone senza lavoro, e allora cosa farete? … Ci saranno cambiamenti nel sistema finanziario … Non sapete come tutte queste modifiche vi influenzeranno. E non vi piacerà … Come farete ad affrontare la crisi mondiale che sta arrivando? L’umanità deve tornare alla terra. Sarà così. Se pensate che non lo sarà, scoprirete che vi sbagliate … Le condizioni cambieranno in un modo che adesso non potete immaginare”.

Yogananda sosteneva che la soluzione a tutti questi cambiamenti era costituire quelle che chiamava “colonie di fratellanza mondiale”. Equiparò il consumismo alla schiavitù, e in particolare disse sul sistema dei prestiti: “Ogni capello sulla tua testa è venduto, e tutto ciò che vuoi è una casa felice. Eccoti. La casa è felice, ma non tu”. Alla consacrazione del suo famoso Lake Shrine in California, Yogananda parlò dell’idea delle sue colonie, ponendo l’accento sulla formazione del carattere per i giovani. Disse che dobbiamo costruire colonie dove si possano avere “lavoro, casa, chiesa, scuola e libertà spirituale nello stesso posto”. Parlò fortemente ai membri di queste future comunità dell’importanza di coltivare il proprio cibo. In un altro momento, qualcuno gli chiese: “Ma non avremo bisogno di soldi?” La sua risposta fu: “Sì, ma il meno possibile … Ciò che è necessario in queste colonie è fratellanza, cooperazione e armonia”.

Ho vissuto questo blocco globale senza precedenti in una colonia come quelle descritte da Yogananda. Qui ad Ananda Europa, nella campagna italiana, siamo davvero una mescolanza di culture e di persone da tutto il mondo. Gran parte della comunità, di solito, è impegnata nel servizio e nei corsi per le centinaia di ospiti che frequentano ogni anno la nostra struttura. Ora, nei gloriosi giorni di sole primaverile, con i programmi per gli ospiti sospesi, alcuni di noi hanno lavorato nella nostra azienda agricola, interrando nuove piante o preparando i campi di grano. Alcuni hanno lavorato per migliorare le nostre forniture per rispondere alle emergenze. Alcuni hanno organizzato i nostri corsi e classi online. Altri hanno svolto le necessarie attività di ufficio e contabilità.

Siamo una comunità di persone che meditano; siamo vegetariani; non fumiamo e non beviamo; facciamo regolarmente esercizio fisico. Per questo motivo, i giovani della comunità hanno ritenuto di avere un sistema immunitario forte, in contrasto con il sistema immunitario compromesso (a causa di problemi di salute pregressi) che è responsabile del 99% dei decessi per Covid 19. Si sono quindi assunti il compito di servire i pasti e di provvedere ad altri servizi per i membri più anziani e vulnerabili. E anche se, per precauzione, abbiamo chiuso quasi completamente la comunità soddisfacendo all’interno quasi tutte le nostre necessità (per evitare il contatto esterno e il rischio di far entrare il virus), abbiamo comunque rispettato in tutte le nostre attività l’ordine di indossare la mascherina e il distanziamento sociale.

Al contrario della nostra esperienza in comunità, i resoconti ricevuti dalle persone provenienti dalle città del nord Italia parlano di paura e di ansia. Amici e membri di Ananda riferiscono di aver sentito regolarmente il rintocco delle campane della chiesa che annunciava un’altra morte. E, regolarmente, anche il frastuono delle sirene delle ambulanze o le auto che passavano con gli altoparlanti, per ammonire: “Stai a casa!”. Per molti abitanti delle città, questi tempi sono stati traumatici. A New York si vedono le file ai banchi alimentari, di persone che hanno perso il lavoro e hanno bisogno di aiuto. Non sto negando la necessità che alcuni vivano nelle città (anche Ananda ha delle comunità urbane), ma come avrete capito l’enfasi è stata diversa.

A un certo punto, riemergeremo.

Un tema comune nei discorsi di religione e spiritualità è che il Creatore ha manifestato un universo di dualità. Abbiamo appena visto la dualità in grande stile: dalle 24 ore al giorno di attività globale non-stop a tutto improvvisamente fermo. Riflettendoci, ciò che stiamo imparando da questo evento senza precedenti è che da un lato siamo persone premurose e intelligenti, e dall’altro possiamo reagire con paura o in modo irrazionale, persino lottando per la carta igienica. Una cosa che abbiamo visto diventare virale, oltre al virus stesso, sono le opinioni. Solo un esempio – ma significativo, poiché proviene da uno dei candidati alla presidenza americana – è stato l’annuncio di quanto sia inadeguato il sistema sanitario pubblico nazionale; e questo problema si dispiega in tutta la sua forza in America, dove si è dibattuto dello stesso tema. Inoltre, siamo persone ispirate, ma allo stesso tempo abbiamo molte gravi disparità sociali e finanziarie che devono essere affrontate. Mentre riemergeremo, saremo come dei criceti pronti a salire di nuovo sulla ruota con il nostro campo visivo ristretto e a farci venire le vertigini, o…?

Alla fine dell’articolo, Gambuto dice: “Vi prego: fate ognuno un respiro profondo, ignorate il rumore assordante e pensate profondamente a ciò che volete rimettere nella vostra vita”. E così, mentre pensiamo a ciò che vogliamo rimettere nella nostra vita, vorrei condividere una pratica comune che includiamo qui nella nostra comunità italiana e in tutte le nostre comunità in America e in India, ma che forse non è una pratica comune per la maggior parte delle persone. Anche questa ha a che fare con un respiro profondo.

Come sarebbe la vita dei cittadini del mondo se ogni mattina e ogni sera, indipendentemente dal nostro orientamento religioso, sociale, sessuale o politico, prendessimo tutti una mezz’ora circa, calmando il respiro, chiudendo gli occhi e guardando dentro “l’occhio singolo” di cui hanno parlato Cristo, Krishna e Buddha? E se tutti potessimo provare a noi stessi, proprio come hanno testimoniato tutti i grandi, che “Quando l’occhio della coscienza è singolo e quando la mente è profondamente calma, la luce interiore appare spontaneamente”? E se quella luce interiore avesse davvero il potere di risvegliare in noi lo scopo della nostra vita su questo pianeta? Ci vuole concentrazione; ci vuole pratica; ci vogliono resistenza e devozione dedicata allo Spirito di Beatitudine (Coscienza Cosmica) che si trova nel cuore di ogni atomo.

E se una comunità di cittadini di tutto il mondo avesse già scoperto che attraverso le proprie pratiche e la propria devozione è cresciuta in sintonia con la coscienza stessa che permea le foglie, il cielo, l’aria e l’acqua e che, sviluppando il suo impeccabile sguardo interiore, ha iniziato il processo di fusione della piccola luce che è in ognuno con la grande luce dello Spirito? Altri cittadini globali ci crederebbero, o addirittura gli importerebbe che un tale gruppo o gruppi stessero sviluppando uno stile di vita che rispondesse effettivamente alle domande sullo scopo della vita stessa?

Ogni singolo governo affamato di tasse e ogni singola società affamata di profitti ti diranno quanto sia impossibile, stupido e irraggiungibile lo stile di vita che ho appena descritto. Facciamo la nostra parte in queste comunità globali, pagando le nostre tasse, anche se quelle tasse sostengono una quantità inconcepibile di spese militari dove non si contano i miliardi, come ammesso dai militari stessi. Paghiamo le tasse per le strade senza manutenzione, i sistemi scolastici inadeguati, e così via. In ogni caso, il beneficio è che, quando la società si occupa del benessere sociale e della manutenzione del Paese, di solito è investita del diritto di partecipare al processo decisionale.

Ora che la Natura ha avuto una pausa per riprendersi, abbiamo visto i risultati. Come cittadini responsabili, indipendentemente dallo stile di vita prescelto, abbiamo tutti il dovere di porci le giuste le domande prima che la vita ritorni indietro: possiamo fidarci, per la cura delle nostre risorse naturali, del business consumistico da miliardi di dollari? L’industria degli oggetti o l’industria televisiva delle bevande analcoliche e dei prodotti farmaceutici stanno forse creando soluzioni per i senzatetto o per chi soffre per l’abuso di droghe e per tutti gli altri problemi sociali che vediamo intorno a noi?

Ed è qui che non solo la nostra comunità, ma anche un’intera popolazione di eco-villaggi, borghi agricoli, federazioni, associazioni e fondazioni di servizi, si sta riunendo per farsi sentire seriamente, seppure in modo gioioso, dai responsabili della Comunità Europea. È giunto il momento di dare il via a una petizione per istituire un’entità chiamata “comunità”. Non è da sottovalutare il valore di una comunità cooperativa che sia in grado di riunirsi e di formare una barriera protettiva contro un virus come questo. Abbiamo imparato dall’esperienza. In futuro, perché un ordine di permanenza in casa dovrebbe essere applicato a una comunità come la nostra? È importante sottolineare le precauzioni che hanno contribuito al nostro successo. Ad esempio, delle quasi ottanta persone associate alla nostra comunità, cinque erano ancora fuori o all’estero quando è entrato in vigore l’isolamento. Quando sono state pronte a tornare a casa, abbiamo consegnato loro l’auto all’aeroporto e la spesa a casa, così che, dal momento in cui sono atterrati e saliti in auto, è iniziata la loro quarantena di due settimane.

Comprensibilmente, ci sono precauzioni necessarie che comportano il “restare a casa”, soprattutto per tutelare la sicurezza degli abitanti della città. La previsione è di una possibile recrudescenza del virus nel prossimo autunno e inverno. Contrariamente a quanto vediamo a New York, noi, come comunità di persone cooperative, abbiamo già dimostrato di poter attuare le necessarie misure di protezione che manterrebbero noi e i nostri vicini in buona salute e allo stesso tempo permetterebbero ai nostri figli di partecipare alle sessioni scolastiche della loro comunità e ai nostri membri di lavorare nella nostra fattoria e nei campi.

Una fattoria comunitaria è essenziale per una comunità autosufficiente ed è quello che ci aiuta a non avere gli stessi problemi di New York. In futuro, quindi, avremo bisogno della libertà (rispettando, se necessario, i protocolli di distanza, ecc.) di spostarci e lavorare, anche se tutti i nostri membri non hanno un contratto “ufficiale” come lavoratori agricoli. La “comunità” deve diventare un’entità giuridica riconosciuta, in modo che, in qualsiasi momento, possiamo entrare in un dialogo cooperativo con le agenzie governative. Se in futuro una comunità cooperativa sarà in grado di stabilire un ambiente di lavoro sicuro (come abbiamo fatto noi), che possa proteggere da un’intrusione virale, i protocolli che limitano il movimento non dovrebbero violare il diritto all’autodeterminazione e all’autosostenibilità dei popoli. È bene essere consapevoli di come la legge possa essere male interpretata, in un momento di crisi globale senza precedenti come quello che stiamo vivendo.

La storia seguente esemplifica come la paura possa anche portare all’abbandono della costituzione di un Paese. L’incidente è accaduto a un gruppo cristiano nel sud degli Stati Uniti, ma potrebbe essere accaduto anche a un gruppo internazionale di yogi come noi. Un ministro di culto ha deciso di radunare la congregazione nel parcheggio della chiesa, una domenica mattina. Aveva intenzione di tenere il suo sermone mentre loro avrebbero rispettato il protocollo di distanza sociale rimanendo tutti nella propria macchina. Sono arrivate più auto della polizia che dei parrocchiani e, quando il ministro ha chiesto il rispetto dei diritti costituzionali di culto e di assemblea (pur rispettando i requisiti di distanziamento sociale), un poliziotto gli ha detto di dimenticare la costituzione e li ha rimandati tutti a casa.

Non siamo un popolo radicale, incline alla ribellione sociale. Ananda ha costruito queste comunità per cinquant’anni. Grazie alle previsioni di Yogananda, abbiamo anticipato gli eventi del mondo di oggi. In Europa non abbiamo ancora formulato una struttura “comunitaria” legale, ma abbiamo un avvocato che sta lavorando su una possibile struttura legale comunitaria.

Come abbiamo visto durante i terremoti di Assisi nel settembre del 1997, questo tipo di eventi estremi è esattamente il momento in cui le comunità cooperative possono aiutare le agenzie civili oberate di lavoro. Assumendoci la responsabilità della nostra salute e del nostro benessere, aiutiamo un sistema sanitario nazionale sovraccarico. Posso dare una testimonianza personale di come la presenza della nostra comunità abbia contribuito ad alleviare la paura e l’ansia delle persone che vivono nelle città vicine. E abbiamo, soprattutto, esperienza nel sapere che molte mani fanno miracoli.

Yogananda ha affermato che le colonie di fratellanza mondiale possono accogliere il surplus dell’industria (intendendo con ciò i disoccupati) e dare alla gente la propria dignità. Ma non solo la dignità: egli ha anche insegnato che una vita naturale e spirituale dà salute, significato e scopo a tutti. Detto questo, vorrei che gli incentivi del governo fossero finalizzati ad aiutare i gruppi di persone che vogliono tornare alla terra o, come spesso diciamo, “andare avanti verso terra”. Tuttavia per un economista (e quindi per la maggior parte dei governi), è controproducente che cinquanta persone non comprino un frigorifero, una lavatrice o una macchina perché la condividono, per non parlare del fatto, e intendo il fatto reale, che il livello del consumismo che c’era prima del lockdown non può essere sostenuto e non è compatibile con un ambiente sano ed equilibrato.

Come Vandana Shiva, la famosa attivista ambientale, mi ha detto personalmente: “Dobbiamo aiutare la Comunità Europea e tutte le agenzie governative a capire perché è a loro vantaggio sostenere un ritorno alla terra”. Un ambiente sensibile e sano porta a persone equilibrate, sane e felici. Alcuni hanno chiesto: perché non lavorate con il governo italiano? Quello che stiamo proponendo è più grande di un singolo Paese. In America, come comunità spirituale, tutti gli aspetti della nostra vita quotidiana possono essere portati avanti sotto l’ombrello di una Chiesa. In base alla nostra precedente esperienza qui in Italia, l’ente di culto non è una strada percorribile. Tuttavia, l’Italia ha una ricca storia di comunità religiose e quindi, in questo senso, ciò che vogliamo creare non è un concetto totalmente estraneo in questo Paese.

Poiché i governi hanno deciso di produrre miliardi in valute globali (si potrebbe dire dal nulla) per provare a riavviare la ruota del consumismo, perché non sostenere la proposta offerta non solo dal Papa e dal Green Deal in America, ma anche da famosi economisti, di dare a tutti un reddito di base universale? Ciò potrebbe favorire il passaggio a uno stile di vita più semplice e autosostenibile per coloro che non vogliono tornare alla “normalità” della pre-pandemia o per coloro che non possono tornarvi a causa della mancanza di posti di lavoro. Potrebbe anche alleviare l’onere del governo per il costo di altri programmi sociali. Facciamo appello a tutti i liberi governi del mondo e a voi, come cittadini che conferiscono loro il potere, per sostenere la dignità umana prima di soccombere al potere delle lobby, dei grandi patrimoni o del consumismo. Possiamo realizzare insieme un futuro luminoso, senza sacrificare la tecnologia e l’innovazione, ma non a costo di una tragedia umana e ambientale.

Quindi, sia che lo chiamiamo influenza governativa e corporativa o che lo vediamo come “gaslighting”, quando riemergeremo dalla crisi attuale e vedremo la propaganda distorta che sostiene la necessità di tornare alla “normalità”, sarà tempo di agire? Ti esorto a fare un respiro profondo e a chiederti: “Vuoi tornare a com’era la vita prima del blocco globale?” Poi fai un altro respiro profondo e chiedi al tuo cuore e alla tua mente che cosa vuoi veramente.

Se ti è piaciuto questo articolo ti piacerà anche questo libro Comunità consapevoli (https://www.anandaedizioni.it/shop/materiale-didattico/comunita-consapevoli/)

 

English readers

Global Considerations and a European Community Petition for a reality called “Community”

di Nayaswami Anand

Co-Director with Nayaswami Kirtani of Ananda Europa

Dear Global Citizens,

As inhabitants of this planet, we all breathe the same air and share the same global resources. Therefore we all have a common responsibility. For this reason, I ask that you give your kind but serious attention to the following considerations.

This spring season it seems appropriate to speak of new beginnings. We are all standing as one global family, at the entrance to a door, similar to how some bank doors regulate flow. We soon, each in turn, from our respective countries, will be allowed to exit our homes, and begin life anew, post the great pause. When that time comes, our natural tendency will be to seize the day (Carpe Diem). But truly, our duty to ourselves will be to seize the future (Carpe Posterum).

In a recent (medium.com) article by Julio Vincent Gambuto entitled: “Prepare for the Ultimate Gaslighting,” the author speaks of the approaching time when we all will begin to determine how to open back up. He states: “As we move forward, very powerful forces will try to convince us all to get back to normal. [And that] This never happened… Billions of dollars will be spent on advertising…to remind you that what you want again is normalcy…We want desperately…to not lay in bed at night wondering how we’re going to afford rent and bills, to not wake to an endless scroll of human tragedy on our phones…The need for comfort will be real and it will be strong. And every brand in America will come to our rescue…to get life back to the way it was before the crisis.” Mr. Gambuto finishes his first paragraph with this sentence: “I urge you to be well aware of what is coming.”

Speaking of what is coming, Paramhansa Yogananda, the author of Autobiography of a Yogi, delivered several podium-pounding messages to his American students in the 1940s. And as incredible as it sounds, those messages spoke about today’s events. Here are some excerpts:  “At some point, after I am gone, you will know all that I have tried to do for you…If you follow my advice, you will one day be very grateful for it…A great crisis is going to come, a crisis greater than ever has visited this country…When the false affluence collapses, there will be millions without jobs, then what will you do?… There will be changes in the financial system…You have no idea how the changes will affect you; you won’t like it…How will you meet the world crisis that is coming? Humanity has to go back to the land. It will be so. If you think it won’t be, you will find you are mistaken…Conditions will change in a way you can’t imagine now.”

Yogananda’s stated solution to the changes that lay ahead was to form what he called World Brotherhood Colonies. Consumerism he equated to slavery, and he said particularly about the installment plan: “Every hair on your head is sold and all you want is a happy home. There you are. The home is happy but not you.” At the dedication of his world-famous Lake Shrine in California, he spoke about his colony idea with the emphasis on character building for the youth. He said we must build colonies where one can have “job, home, church, school, and spiritual freedom in the same place.” He spoke strongly to the members of these future communities of the importance of growing their own food. Elsewhere someone asked Yogananda, “But don’t you need money?” His answer was, “Yes, but the least possible…What is needed in these colonies is brotherhood, cooperation, and harmony.”

I have lived through this unprecedented global lockdown in such a colony as described above. Here at Ananda Europa in rural Italy, we are truly an international mixed bag of cultures and people. For a major part of the community, our lives are usually occupied serving and teaching the many hundreds of guests that attend our facility every year. Now, in the glorious sunny days of springtime, with the guest programs suspended, some of us have been working at our farm, planting starters, or preparing the grain fields. Some of us have been working on upgrading our emergency preparedness supplies. Some of us have been working on our online classes and courses. Others have been doing the necessary office and accounting work.

We are a community that meditates; we are vegetarian; we are non-smoking and non-drinking, and we exercise regularly. Therefore our young people reasoned that they were healthy and their immune systems were strong. This was in contrast to the compromised immune systems (due to other underlying health issues) that are responsible for 99% of the Covid 19 virus deaths. They then considered themselves as our community front line for serving meals and providing other services to our older, more vulnerable members. And even though, as a precaution, we formed an almost completely cloistered community, with nearly all our needs being ordered in (thus avoiding outer contact and the risk of inviting the virus in), we have in all of the above activities respected the mask and social distancing protocols.

In contrast to our rural community experience, reports coming from the cities of northern Italy speak of fear and anxiety. Friends and members relate how regularly the church bells toll, announcing another death. Ambulance sirens squeal outside and cars with loudspeakers pass by, announcing “Stai a casa!” (Stay at home!) For many city dwellers, these times have been a trauma. In New York we see food bank lines with people respecting social distancing) who now don’t have jobs and need help. I’m not negating the need for some to live in the cities. We too have urban communities, but as you will see the emphasis is different.

At some point, we will reemerge.

A common theme in the discourses of religion and spirituality is that the Creator manifested a universe of duality. We have just seen duality in a big way: from 24 hours a day of non-stop global activity to everything coming to a halt. Upon reflection, what we are seeing from this unprecedented event is that on the one hand we are a caring, intelligent, people and on the other, we can react fearfully or irrationally, even fighting for toilet paper. And one thing we have seen go as viral as the virus itself, is opinions. Just one example, but prominent because it came from one of our presidential contenders: his announcement about how inadequate the socialized medicine system in Italy is; only to see the full force of the same problem hit America and expose the same issues. We are an inspired people, but at the same time, we have many serious social and financial inequalities that need addressing. As we reemerge, will we be like hamsters ready to remount the wheel of our narrow scope of vision and run ourselves dizzy, or…?

At the end of Gambuto’s article he said: “From one citizen to another, I beg of you: take a deep breath, ignore the deafening noise, and think deeply about what you want to put back into your life.” And so, as we think about what we want to put back in our lives, I would like to share a common practice which we incorporate here in our Italian community and also in our communities throughout America and India, but which is possibly an uncommon practice for most people. It, too, has to do with taking a deep breath.

What would the world’s citizens’ lives be like if every morning and evening, regardless of our religious, social, sexual, or political orientation, we all took a half hour or so, and calmed the breath, closed our eyes, and inwardly looked through the one eye that Christ, Krishna, and Buddha all spoke of? What if we all could prove to ourselves, just as all the great ones have testified: “When the eye of consciousness is single, and when the mind is deeply calm, the inner light spontaneously appears.” What if that inner light truly has the power to awaken in us the purpose of our life on this planet? It takes concentration; it takes practice; it takes endurance, and it takes devotion dedicated to the Spirit of Bliss (Cosmic Consciousness), found at the heart of every atom.

What if a community of dedicated global citizens have already discovered that through their practices, and through their devotion, they have grown in attunement with the very consciousness that permeates the leaves, the sky, the air, and water, and that by developing their inner faultless gaze, they have begun the process of merging the little light in themselves into the great light of Spirit? Would other global citizens believe it, or even care that such a group or groups might just be developing a lifestyle that actually answers the question of life’s purpose?

Every single government that is hungry for taxes and every single corporation that is hungry for profits will tell you how impossible, stupid, and unattainable is the lifestyle that has been described here. We do our part in these global communities, by paying our taxes, even when those taxes support an inconceivable amount of military spending where sometimes billions become, as admitted by the military, unaccounted for. We pay taxes for roads left unmaintained, and inadequate school systems, etc. Even so, the benefit is that when society engages in the welfare and maintenance of their country they are normally vested with the right to participate in decision making.

Now that nature has had a recuperative pause, we have seen the results. As responsible citizens, regardless of our chosen lifestyle, we all have a duty to ask the pertinent questions before life comes roaring back: Can we trust the billion-dollar business of consumerism to take care of our natural resources? Are the industries of things or the TV industry of soft drinks and pharmaceuticals producing the solutions for those that are homeless, or those suffering from drug abuse, and the vast array of other social ills we see all around us?

And here is where not only our community but a whole population of eco-villages, farming hamlets, federations, associations, and service foundations are joining together, to make a joyful but very serious noise unto the policy-makers of the European Community. The time has come for a petition that establishes the entity called community. The value of a cooperative community that is able to cloister together, and effectively form a protective barrier against something like this virus is not to be underestimated. We have learned from experience. In the future, why would a stay at home order need to apply to such a community? It is important to outline the precautions that helped produce our success. Of the almost 80 people associated with our community, 5 were still outside or overseas when the lockdown took effect. When they were ready to return home, we delivered their cars to the airport and groceries to their homes so that from the time they landed and got into their cars, their two-week quarantine began.

Understandably there are necessary “stay at home” precautions, particularly for the safety of city dwellers. The forecast is for a possible resurgence of the virus for the coming fall and winter. In contrast to what we see in New York, we as a community of cooperative people, have already proven that we are able to implement the necessary protective measures that would keep us and our neighbors healthy and at the same time allow our children to participate in their community school sessions, and allow our members to work our farm and fields.

A community farm is essential for a self-sustaining community and is what helps keep us from experiencing the same problems as New York. So in the future, we need the freedom, while if necessary, respecting the distance protocols etc, to move and work even if all our members don’t possess an “official” farmworkers contract. “Community” needs to become a recognized legal entity so that at any time, we can enter into a cooperative dialog with necessary government agencies. If in the future, a cooperative community is able to establish a working and a secure environment (as we have done) which can protect against a viral intrusion, such protocols that restrict movement should not be allowed to infringe on a peoples’ right of self-determination and self-sustainability. It is good to be aware of how the law can be misinterpreted in a time of unprecedented global crisis such as we are seeing.

The following story exemplifies how fear can even lead to abandoning a country’s constitution. The incident happened to a Christian group from the Bible belt in the American south but it could as easily have happened to an international group of yogis like us. A minister decided to call his flock together in the parking lot on a Sunday morning. He was going to preach to them while they maintained the social distancing protocol by having them all stay in their cars. More police cars than parishioners’ cars showed up. When the minister asked about the constitutional rights of worship and assembly (while adhering to the distancing requirements) a policeman said forget about the constitution and sent them all home.

We are not a radical people prone toward social rebellion. Ananda has been building these communities for 50 years. Because of Yogananda’s predictions, we have been anticipating today’s world events. In Europe, we still have not formulated a legal “community” structure. We already have a lawyer working on what a community legal structure might be.

As we saw during the September 1997 Assisi earthquakes, these types of extreme events are exactly when cooperative communities can help the overloaded civil agencies. By taking responsibility for our own health and welfare we help an overburdened governmental medical system. I can give personal testimony from the nearby township, of how the presence of our community has helped alleviate local fear and anxiety. And we especially have experience in knowing that many hands make a miracle.

Yogananda said that world brotherhood colonies can take the surplus of industry, by which he meant the unemployed, and give people their dignity: But not just dignity. He also taught that a natural and spiritual life gives health, meaning, and purpose to all. That being said, I would like to see government incentives dedicated to helping groups of people who want to go back to the land, or as we often say “forward to the land.” But to an economist (and therefore most governments), it is counterproductive if fifty people don’t each buy a refrigerator, a washing machine, and a car, not to mention the fact, and I do mean fact, that the level of consumerism before the lockdown cannot be sustained, and does not lead to a balanced and healthy environment.

As Vandana Shiva, the well-known environmental activist said to me: “We need to help the European Community and all government agencies understand why it is to their advantage to support such a back to the land movement.” A sensible and healthy environment leads to balanced, healthy, and happy people. Some people have asked; why not work with the Italian government? What we are proposing is bigger than a single country. In America, as a spiritual community, all aspects of our day to day life can function under the entity of a church. As per our previous experience here in Italy church structure isn’t applicable. However, Italy does have a rich history of religious community so, in that sense what we want to establish isn’t a foreign concept here.

Since governments have decided to produce billions in global currencies (one might say out of thin air) to try to restart the wheel of consumerism, why not support the proposal offered not only by the Pope and the Green Deal in America but other prominent economists, which is to give everybody a universal basic income. This could support the transition to a simpler more self-sustainable lifestyle for those who don’t want to return to the pre-pandemic “normal” or for those who can’t return due to the lack of available jobs. And it could also ease the government’s burden as regards the cost of other social programs. We are calling on all free world governments and you, the people who empower them, to support human dignity before succumbing to the lobbying power of big money and consumerism. We can realize a bright future together, without sacrificing technology and innovation, but not at the cost of human and environmental tragedy.

So, whether we call it governmental and corporate influence or see it as gaslighting when we reemerge from the current crisis and we see the biased propaganda that hypes the need to return to “normal,” is it time to act? I urge you to take a deep breath and ask yourself, do you want to return to what life was like before the global shutdown? And then take another deep breath and ask your heart and your mind what you really want

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