Il magico potere della Gratitudine

Sii grato per ciò che non hai ancora: tutto quello che ti spetta è già presente nell’etere. Ecco una pratica per attirarlo nella tua vita.

di Francesca de Luca

Hai mai sognato di avere un super potere?! Magari quello di saper volare, di diventare invisibile, o forse di non invecchiare mai? Il fascino di questi poteri sta nell’illusione che potrebbero rendere la nostra vita più facile o più felice, ma esistono invece altri “superpoteri”, molto più alla nostra portata, che possono realmente fare la differenza.

Uno di questi è la contentezza, SANTOSHA in sanscrito, ovvero la capacità di essere contenti di ciò che si ha e di ciò che si è, e che i Maestri definiscono come la massima virtù. La contentezza può essere “congenita” (c’è chi riesce sempre a vedere il lato positivo di ogni situazione), ma si può anche sviluppare praticando la GRATITUDINE: imparare ad essere grati di ciò che la vita ci offre è davvero il primo passo per essere felici!

E si può persino imparare a essere grati per ciò che non si ha ancora, perché questo, spiegano gli studiosi, ci porta ad attirare a noi gli eventi desiderati: provare emozioni elevate come la gratitudine, ma anche l’amore o la gioia, per qualcosa che non si è ancora verificato, eleva di fatto la nostra energia (tecnicamente eleva la nostra frequenza vibratoria, data dai nostri pensieri e dalle nostre emozioni) e ci porta in uno stato più elevato di coscienza, nel quale è più probabile che “incontriamo” l’obiettivo dai noi cercato.

I fisici quantistici, infatti, descrivono l’Universo come un infinito catalogo di possibilità (il campo quantico unificato), nel quale esistono già tutti gli eventi che potrebbero verificarsi nella tua vita sotto forma di pura potenzialità: se mentalmente ti concentri su ciò che vuoi realizzare e cominci ad esprimere gratitudine come se quell’evento fosse già realizzato, quell’evento, prima o poi, “collasserà” dal campo quantico e si manifesterà nella tua vita.

IN ALTRE PAROLE, ESSERE GRATI PER QUELLO CHE SI HA GIÀ E PROVARE GRATITUDINE PER CIO CHE ANCORA NON SI HA, COME SE FOSSE GIÀ PRESENTE E REALE, CI PERMETTE DI APRIRCI VERAMENTE ALL’ABBONDANZA DELL’UNIVERSO E AI SUOI DONI E DI TRASFORMARE LA NOSTRA VITA IN MEGLIO.

Proviamo a tradurre tutto ciò in pratica, attraverso questa puntata di “3 ASANA MEDITATION”, incentrata proprio sulla gratitudine. Riscaldati, se puoi, con qualche ciclo di Surya Namaskar, il Saluto al Sole. Poi fermati in Tadasana e prova a pensare a ciò per cui sei grato nella tua vita, porta le mani una sull’altra in corrispondenza del chakra del cuore (al centro del petto) e ringrazia mentalmente per ciò che hai. Poi soffermati su ciò che vuoi realizzare, su un obiettivo preciso, visualizzalo chiaramente; immagina di averlo già realizzato ed esprimi interiormente gratitudine. Sentiti profondamente grato come se fosse già realtà.

Ora entra in PARSVOTANASANA (la posizione della piramide), mantenendo la spina dorsale più lunga possibile, e solo alla fine lascia andare la testa e prova a rilassarti con ogni respiro un po’ di più. Immagina di inchinarti alla vita e a tutto ciò che vorrà mandarti, incluso l’obiettivo che hai visualizzato poco fa, sentiti benedetto da un flusso di grazia e abbondanza e afferma mentalmente: “Mi offro completamente nel flusso della grazia”.

Parsvotanasana

Anche se sei in un momento in cui percepisci scarsità, immagina di avere già i doni che desideri, cosi da elevarti al livello vibrazionale di quei doni e permetterti di incontrarli nella tua vita. Ripeti la posizione dall’altro lato. Quando esci dalla posizione fermati di nuovo in Tadasana e ripeti più volte mentalmente la parola GRAZIE, come un mantra, sperimentando il senso di pienezza e completezza che ti regala.

Vieni poi in quadrupedia, porta il ginocchio sinistro in avanti, verso il polso sinistro, per entrare in RAJA KAPOTASANA (la posizione del piccione) e scivola indietro col piede destro, assicurandoti che resti al centro del tappetino, mentre il fianco destro viene in avanti per allinearsi all’altro.

Raja Kapotasana

Elevati verso l’alto con il petto ed eleva anche il tuo sguardo, senza chiudere la cervicale; poi chiudi gli occhi e senti che mentalmente stai entrando in uno spazio neutro, di silenzio, al riparo dai rimpianti del passato e dalle preoccupazioni per ciò che ti riserva il futuro, afferma mentalmente: “Mi elevo sopra ogni pensiero del passato e del futuro, nell’eterno presente”.

Rimuginare sul passato o vivere nell’ansia per il futuro ci toglie energia, che può essere invece impiegata per alimentare le emozioni elevate, come la gratitudine, grazie alle quali possiamo invece sostenere una reale trasformazione nel momento presente, che è l’unico momento reale. Quando esci dalla posizione, entra in balasana come controposizione per qualche respiro e poi ripeti dall’altro lato.

Infine, portati in SIDDHASANA (la posizione perfetta), con il tallone sinistro vicino all’inguine, le braccia tese e le mani in gyana mudra, con indice e pollice a formare un cerchio perfetto.

Siddhasana

Concentrati sul tuo respiro, senti l’energia che esso veicola, senti la vita che fluisce dentro di te, e ancora una volta, a prescindere dalla situazione presente, sentiti colmo di gratitudine e contentezza da dentro. Afferma con convinzione: “Ardo nel fuoco della gioia interiore”. Per aiutarti puoi richiamare alla mente un momento in cui hai provato realmente queste emozioni, purché tu riesca davvero a provarle ora.

Per finire questa meditazione in movimento, riporta le mani al centro del petto, questa volta nel gesto del saluto Namaste, eleva lo sguardo nel punto tra le sopracciglia e ripeti di nuovo il mantra GRAZIE più volte nella tua mente, sentendo il tuo cuore e la tua mente aperti all’abbondanza dell’Universo.

Namaste

 

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