Lascia andare il passato e apriti al futuro con l’Ananda yoga


C’è un solo modo per incontrare quello che che è pronto ad arrivare nella tua vita: lasciar andare quello che è finito. Prova  a farlo con questa pratica di Ananda yoga di fine anno

di Francesca de Luca

Ci avviciniamo finalmente alla conclusione di questo complicato 2020 e, mai come questa volta, una pratica yoga può segnare positivamente la transizione verso il nuovo anno, aiutandoci a focalizzare ciò che vogliamo lasciar andare e ad aprirci al nuovo che sta per arrivare. Sarà una pratica più lunga del solito e puoi approcciarla come se ti concedessi uno spazio sacro per la tua trasformazione. Buon viaggio!

Comincia la pratica seduto con la schiena dritta e per 3 volte inspira dal naso ed espira dalla bocca. Poi chiudi gli occhi, continua a respirare solo dal naso e  concentrati sul suono interiore del respiro. Porta le mani al cuore e osserva come ti senti, percepisci cosa emerge da dentro alla fine di questo anno: stanchezza, ansia, preoccupazione? Oppure calma, gioia, coraggio, fiducia?

Qualsiasi emozione “pesante” avverti dentro, offrila in alto nel tuo occhio spirituale: visualizza nel punto tra le sopracciglia un grande fuoco purificatore e lì getta i “rami secchi” della tua personalità, le parti di te che ormai hanno fatto il loro tempo e non hanno più nuovi germogli. “Sfronda” il tuo albero interiore, per far posto a nuovi rami e nuovi frutti.

Afferma ad alta voce per 5 volte: “Fluisco liberamente con il fiume della vita; ciò che viene da sé lo lascio venire, ciò che vuole andare lo lascio andare”.  Ripeti l’affermazione sottovoce per altre 5 volte e poi fai lo stesso solo mentalmente.

Portati ora in piedi e riscalda il tuo corpo con lente circonduzioni di testa, spalle, tronco, bacino e caviglie. Poi fermati in Tadasana e preparati ad eseguire 6 cicli di Surya Namaskar, per invitare la luce del Sole, simbolo del divino, a risvegliare la tua coscienza e far sì che il 2021 sia un anno di luce. Afferma con gioia e convinzione:

“Mi inchino al Sole, al risveglio della Luce interiore, all’alba di una nuova coscienza in tutti gli esseri”. Per rendere ancora più efficace e profonda la pratica del Saluto al Sole, prova ad accompagnarla con la versione di Gayatry Mantra cantata da Swami Kryananda.

 Terminato il Saluto al Sole, fermati in TADASANA (la posizione della montagna) e attiva il tuo corpo: i piedi spingono sulla terra, la testa si eleva verso il soffitto, le gambe sono tese, ma non rigide, il bacino è in posizione neutra e l’addome è leggermente rientrato. Seppur fermo, il tuo corpo esprime energia e vitalità, e lo sguardo è rivolto nella sede della tua mente supercosciente, il punto tra le sopracciglia. Resta per alcuni respiri, poi rivolgendoti al tuo Sé superiore e supercosciente, affinché ti guidi nel nuovo anno, afferma: “Sono pronto a seguire ogni tuo comando”.

Apri gli occhi e solleva le braccia ai lati della testa, quindi porta il peso sul piede sinistro per prepararti ad entrare in GANAPATIASANA (la posizione di Ganesha): solleva la gamba destra e piega il tronco in avanti, cercando di formare una “T” con il tuo corpo. Mantieni addome e glutei attivi e i fianchi sulla stessa linea. Congiungi i palmi delle mani davanti a te e immaginando le tue braccia come la proboscide di Ganesha che spazza via tutti gli ostacoli lungo il tuo cammino, ripeti mentalmente: “Veleggio sereno nei cieli della libertà interiore”.

Quando esci dalla posizione torna in Tadasana ed eleva lo sguardo percependo la tua mente più forte, serena e libera.

Portati ora a sedere a terra (o su un cuscino per favorire l’anteroversione del bacino) e distendi le gambe davanti a te, per entrare in PASCHIMOTANASANA (la posizione dell’allungamento posteriore): solleva le braccia e piegati in avanti dalle anche, mantenendo la schiena dritta; poi rilassa le mani a terra e respira nella posizione. Per entrare nella seconda fase dell’ asana, inspira e allunga la colonna, espira e scendi ancora col tronco, fino ad afferrare le caviglie o gli alluci. Rilassa anche il capo e se senti molta tensione dietro le cosce fletti le ginocchia. Tieni la posizione a lungo (anche fino a 3 minuti), sentendo che con ogni respiro lasci andare tutte le tensioni e le paure accumulate in questi mesi passati.

Alla fine senti che fiducia e pace hanno preso il loro posto e afferma: “Sono salvo, sono sano, tutto il bene viene a me e mi dona la pace”.

Quando esci, fermati in Dandasana (la posizione del bastone), con le mani ai lati del bacino ed eleva lo sguardo, godendoti il senso di pace nel tuo centro.

 Ora apri i piedi quanto le anche e porta le mani indietro ruotando le dita nella direzione opposta ai piedi, per prepararti a PURVOTASANA (la posizione dell’allungamento anteriore del corpo). Contrai i glutei e ritrai l’ombelico in dentro e con un’inspirazione solleva tutto il tuo corpo in un piegamento all’indietro, mantenendo il collo in linea con il resto della colonna. Prova a portare la pianta dei piedi a terra, se non ci riesci fletti leggermente le ginocchia.

Senti che tutto il tuo corpo afferma un grande “Sì“ alla vita e al nuovo anno, mentalmente afferma: “Con uno slancio di energia, mi alzo per incontrare il mondo”. Uscendo dalla posizione, portati supino e raccogli le ginocchia al petto, per un momento di recupero.

Poi apri le braccia a croce e forma un angolo retto con le gambe: portale lentamente verso sinistra finché toccano terra (se non accade, poni un cuscino sotto le cosce) e ruota la testa a destra. Resta in JATHARA PARIVARTASANA (la posizione dell’addome girato) per almeno due minuti, allargando la gabbia toracica con ogni respiro. Lascia che questo asana ti conduca sempre più al nucleo del tuo essere, alla tua essenza divina, e senti la sua affermazione risuonare in te: “Mi apro al flusso della vita divina in me”.

Ritorna lentamente al centro, prima con la testa e poi con gambe e ripeti a destra.

Come ultima posizione di questa pratica, eseguiamo VIPARITA KARANI (la posizione semplice capovolta). Se hai problemi alla cervicale, ad occhi e seni paranasali, oppure hai il ciclo o soffri di pressione alta, scegli la variante facile al muro, con le gambe sollevate a formare un angolo retto col tronco e le braccia lungo i fianchi. Altrimenti sdraiati supino, posizionando una coperta ripiegata sotto le spalle, in modo da lasciare libera la cervicale, inspira e solleva le gambe a squadra. Con la prossima inspirazione solleva anche il bacino e piega i gomiti, posizionando le mani unite sotto il sacro. Poi ruota un po’ il bacino in avanti affinché il tronco formi un angolo di 45 gradi col pavimento.

Chiudi gli occhi e percepisci il flusso dell’energia che arriva fino al cervello e risveglia la tua coscienza, la parte di te che conosce tutte le risposte e il senso dell’esistenza. Ripeti più volte: “Svegliatevi, miei poteri assopiti, svegliatevi”.

Esci con calma dalla posizione e goditi un lungo rilassamento in SAVASANA (la posizione del cadavere), con una musica delicata ed elevante, ripetendo queste parole: “Ossa, muscoli, movimento ora abbandono; ansia, esultanza e depressione, pensieri agitati: tutto questo affido nelle mani della pace”.

Infine, portati in una posizione meditativa per assorbire tutti i benefici di questa pratica e concederti una breve meditazione: senti che hai lasciato andare un po’ di pesi da corpo, mente e spirito, e adesso il tuo cuore è più libero e fiducioso nel nuovo che verrà. Ricorda che la realtà che viviamo non è che un riflesso del nostro mondo interiore: continua a piantare nel tuo cuore semi di pace, gioia, forza e amore attraverso la pratica e ne vedrai i frutti fiorire nel mondo, a prescindere dalle circostanze esterne.

Om Tat Sat

 

 

 

 

 

 

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