Nutrire la fiducia con la pratica

Un tempo che non decifriamo del tutto ci richiede coraggio e fiducia: cresci il tuo senso di fiducia in un disegno più grande con la pratica yogica

di Francesca de Luca

Un cuore e una mente pieni di fiducia sono un grande dono per la vita. Chi ha fede lo sa: qualunque cosa accada, sente di potersi affidare alla volontà divina e si sente al sicuro.

Ma anche chi non crede, attraverso lo yoga può coltivare la fiducia nell’Intelligenza della vita e nella propria guida interiore, ovvero nel proprio Sé più alto, riuscendo così a trovare un punto di ancoraggio interiore anche quando si naviga in mare aperto.

Tale fiducia si costruisce con la pratica quotidiana, un vero e proprio allenamento a contattare le qualità della nostra anima giorno dopo giorno, che rafforza la consapevolezza di chi siamo veramente, oltre lo strato superficiale della nostra personalità. La puntata di “3 asana meditation” di oggi costituisce un piccolo concentrato di tale allenamento alla fiducia.

Comincia la pratica in una posizione comoda a gambe incrociate, ricercando una postura elevata ma non rigida, e concentrati sul respiro; dopo qualche ciclo di respiro yogico completo, entra nella respirazione rilassante suggerita da Jayadev nel suo libro “Respira che ti passa”, per calmare la mente: mentre inspiri, afferma “mi rilasso”, mentre espiri afferma “nelle mani della pace”. Ripeti 6-12 volte.

Vieni in piedi in Tadasana, con le mani davanti al cuore; preparati per Surya Namaskar invitando la Luce dentro di te, affinché risvegli il tuo Sé più alto, e afferma: “Mi inchino al Sole, al risveglio della Luce interiore, all’alba di una nuova Coscienza in tutti gli esseri”.

Esegui 3/6 cicli di Saluti al Sole, poi fermati in TADASANA (posizione della montagna) ad ascoltare i benefici del prana che fluisce nel tuo corpo.

Attiva ora la posizione radicando bene i piedi per terra, ritrai un po’ indentro l’addome ed elevati verso l’alto dalla cima della testa. Eleva lo sguardo alle sede della Supercoscienza, nel punto tra le sopracciglia, e sentiti connesso al tuo Sé superiore; senti che puoi affidargli con fiducia il timone della tua nave e afferma mentalmente: “Sono pronto a seguire ogni tuo comando”.

Per entrare nella seconda posizione, PARSVOTANASANA (posizione della piramide), fai un passo indietro con il piede destro, ruotandolo in fuori di circa 20°. Mantieni fianchi e spalle paralleli e porta le mani dietro la schiena in Anjali mudra (gesto della preghiera): piegati lentamente in avanti dalle anche, mantenendo la spina dorsale più lunga possibile. Dopo qualche respiro, rilassa completamente il tronco e la testa e abbandonati attivamente nella posizione, mantenendo l’addome in dentro e i piedi attivi sulla terra.

Immagina di inchinarti alla vita e di abbandonarti con fiducia nel suo flusso, cosciente che essa ha un suo disegno intelligente: se impari a a non ostacolarlo, ti sentirai sostenuto e guidato dall’alto in ogni situazione. Con questa cosapevolezza afferma: “Mi offro completamente nel flusso della grazia”.

 Esci dalla posizione lentamente e riportati in Tadasana, ascoltando le sensazioni di spazio e leggerezza che rimangono nella testa dopo questa posizione capovolta.

Portati poi sulle ginocchia, tenendole alla distanza del bacino, per entrare in USTRASANA (la posizione del cammello) anche nella variante semplificata con le mani sulle natiche. Mantenendo i glutei attivi e l’addome in dentro, ruota le spalle indietro, espandi il petto ed elevati dal cuore; se non hai problemi alla cervicale solleva anche lo sguardo al cielo.

Mentre sei nella posizione eleva lo sguardo al punto fra le sopracciglia, sede della mente illuminata, supercosciente, e ancora una volta apriti alla sua guida, affermando: “Con fede calma mi apro alla Tua Luce”.

Dopo qualche respiro entra in Balasana, la posizione del bambino, come controposizione e ritorna a concentrarti sul respiro. Senti che esso ti conduce in quello spazio di pace interiore che alberga sempre nel tuo cuore e ripeti dentro di te:

“Abbandono ogni coinvolgimento esterno e mi rilasso nel mio rifugio interiore di pace”.

Srotola lentamente la colonna e resta seduto sui talloni in Vajrasana (la posizione della roccia) per una breve meditazione: chiudi gli occhi, ricontatta il respiro, senti il tuo cuore pieno di fiducia e la tua mente pervasa di calma e saggezza. Inchinati al tuo Maestro interiore, all’Intelligenza della Vita o al divino.

 

Om shanti shanti shanti

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