Praticare l’unione con il divino

Iniziamo da questo mese ad entrare nel profondo di ogni asana per scoprirne l’energia e le qualità. In questo articolo Francesca ci propone il Guerriero II, per trovare in noi il potere che sottostà a tutta la creazione.

di Francesca de Luca

Yoga vuol dire “unione”, e di fatto ogni pratica yogica, che sia fisica sul tappetino o meditativa, è uno strumento di unione col divino dentro di noi e con la Sorgente divina di ogni cosa.

Ma se in altri stili di yoga la pratica di asana talvolta può allontanarci da questa consapevolezza e portarci verso una dimensione più “ginnica” della pratica, l’Ananda Yoga, grazie alle meravigliose affermazioni create da Swami Kryananda, ci mantiene costantemente allineati con l’intenzione di riscoprire  la presenza del divino dentro di noi, posizione dopo posizione.

Ogni asana, infatti, come afferma Swamiji, non è che l’espressione di una qualità divina del nostro essere: Vrikasana, ovvero l’albero, esprime la Calma; Trikonasana, ovvero il triangolo, esprime la Gioia; Virabhadrasana II, ovvero il guerriero II, il Potere; Paschimotanasana, ovvero la posizione dell’allungamento posteriore, la Pace, e così via…

Il nostro compito, quindi, quando siamo sul tappetino, non è tanto quello di raggiungere una forma esteriore perfetta, quanto di ricercare l’allineamento del corpo che ci permetta di sentire e manifestare pienamente la qualità interiore connessa all’asana, in altre parole di incarnare completamente, attraverso la posizione che assumiamo, un aspetto del divino: che esperienza profonda ed emozionante diventa così la pratica?!

Oggi, o durante la tua prossima pratica, prova ad eseguire Virabhadrasana II con l’intenzione di esprimere il tuo più alto Sé: radica forte i piedi per terra, attiva i glutei per ruotare bene le anche in fuori e mantenere il ginocchio in linea col secondo dito del piede, porta in dentro l’addome e allunga un po’ il coccige verso il basso; apri il petto a allunga le braccia in fuori, offrendo i palmi verso l’alto e sentendo l’energia che arriva fino ai polpastrelli; ruota la testa verso la mano davanti e proietta il tuo sguardo lontano, all’altezza degli occhi.

Senti che tutto il tuo corpo esprime forza, vitalità, potere; percepisci che la stessa energia che regge tutto l’Universo e fluisce attraverso oceani, fiumi, vulcani, sole, fulmini e tempeste, scorre dento di te; pensa che l’Intelligenza cosmica che c’è dietro a tutta la creazione si manifesta anche in te e afferma mentalmente: “Manifesto con gioia il potere di Dio”.

 Poi esci dalla posizione, entra in Tadasana e ascolta come ti senti. Riesci a percepire l’unione con qualcosa di grande, con la Vita, con l’Infinito? Ripeti ora dall’altro lato.

Praticando in questa maniera ogni posizione, sentirai sempre più il tuo corpo come il tempio sacro della tua anima divina e lo yoga come il tuo “rituale” quotidiano di unione con il Divino.

Namasté

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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