La scalata della vetta interiore

Il viaggio interiore è spesso paragonato alla scalata di una montagna: volontà, radicamento e affidamento sono gli strumenti per intraprenderla.

di Pandava

Scivolare tra le maree di Maya senza lasciarsi toccare, vivere sempre più dentro, aspirando a un costante contatto con una realtà più alta. Cercare, scavando come minatori, senza fermarsi, senza arrendersi. Ogni nuova comprensione, per quanto minuscola possa apparire, è preziosa per un ricercatore spirituale.

Per lungo tempo abbiamo osservato un sole luminoso con il desiderio di raggiungere la sua radiosità. Se la routine quotidiana nelle piane della vita, non ci soddisfa più, forse è giunto il tempo per imboccare una nuova direzione. L’impegno e la perseveranza sono alla base del cammino interiore. Per questo spesso il percorso è descritto come la scalata di una montagna.

Gli insegnamenti spirituali uniti alla nostra esperienza di vita sono gli strumenti necessari per intraprendere il viaggio nel quale scoprire se stessi. La prima cosa necessaria in tal senso è la volontà. La convinzione di poter superare qualunque ostacolo, aggrappati alle parole dei Maestri che spiegano come qualsiasi intralcio sul nostro cammino, venga solo nel momento in cui siamo pronti a superarlo, poiché Dio non ci pone davanti sfide che non possiamo superare. Una volontà dunque, radicata nella Fede. Nel credere fortemente nella Verità espressa dai Maestri di ogni credo, poiché si è sperimentato la concretezza delle tecniche.

Radicati in questa certezza il passo successivo è l’accettazione, il lasciar fluire ciò che viene senza ostacolarlo, senza costringerlo in un canale scavato dalle nostre aspettative; che sia un letto di un fiume o un sentiero sterrato, poco importa. La presa acquisita sul terreno ci permetterà di non farci sbalzare fuori dal tracciato resistendo agli improvvisi scuotimenti della vita, rimanendo il più possibile centrati e calmi nel prendere ogni decisione imprevista e necessaria.

Quando poi la nostra direzione è stabile e il passo sicuro, comincia la vera salita, ed è lì che il fuoco interiore ci viene in aiuto. I Maestri spiegano come la volontà sia localizzata nel midollo allungato, va detto che questo punto è strettamente connesso con il terzo chakra la cui caratteristica principale è l’autocontrollo. Quando la salita si fa ripida è necessario focalizzare le forze su un solo obiettivo, riducendo le dispersioni. Un buon autocontrollo sotto ogni aspetto della vita ci aiuta in questo. Cibo, passatempi e compagnie, spostano l’ago della nostra battaglia interiore.

Ognuno di questi aspetti e molti altri ancora, sono legati ad abitudini passate. E infatti facendo un passo indietro, andando a riprendere caratteristiche dei primi due chakra, scopriamo che il primo è legato al superamento delle cattive abitudini, necessarie per affondare delle solide radici nel sentiero spirituale; mentre il secondo è legato alla capacità di creare buone abitudini. Il cardine di entrambi è l’autocontrollo che tiene le redini dei sensi e controlla la mente.

Va detto che una simile visione è valida per qualunque tipo di crescita interiore, su ogni livello, e per tale motivo è necessaria una attenta valutazione della nostra situazione, possibilmente prendendoci qualche minuto la sera per analizzare i nostri comportamenti della giornata. La differenza tra un percorso di crescita in termini psicologici e l’imbocco del sentiero spirituale sta nel decidere chi tiene quelle redini.

L’aspirante spirituale, infatti, attraverso la sua scelta di Fede, lascia queste redini nelle mani di Dio (in qualunque forma esso venga venerato). Pronto ad agire attivamente sempre secondo le Sue indicazioni, sbagliando se necessario, ma nella costante affinazione verso una coscienza più elevata.

Sia l’essere radicati che il lasciar fluire sono alimentati da questa bruciante volontà. Trovare l’equilibrio di questi tre aspetti ci permette di compiere i passi successivi e percorrere sentieri sempre più impervi nella nostra crescita.

Poiché più ripida sarà la salita, più grande la ricompensa. Fino, e persino oltre, il nostro Sole interiore.

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