Sillabario di pratiche dalla A alla Z

Questo anno di pandemia ha visto il boom di yoga e meditazione. Perché? Perché funzionano, da migliaia di anni. Ma non bastano se poi non le applichi nella tua vita. Ecco allora una varietà di pratiche da portare sempre con te.

di Amrita Elena Cantarutti

Sappiamo che quando si comincia a meditare, dieci minuti sembrano un’eternità. Poi è la pratica costante che ci aiuta ad aumentare quel tempo, e giorno dopo giorno senza rendercene conto possiamo stare seduti a meditare per ore. Può succedere però anche al meditatore più appassionato che arrivi quel momento in cui qualcosa si blocca. Per la mia esperienza direi che è come avere un casco di piombo sulla testa. Cioè non c’è passaggio di informazioni, non c’è nessun infinito verso cui tendere, la testa è un metallo impenetrabile e impermeabile. Può essere una situazione disperata per chi ama meditare e percepire quella leggerezza vibratoria della mente che ci fa sentire connessi con qualcosa di più sottile.

Niente paura, questo è il momento di prendere davvero sul serio le tante pratiche che abbiamo per affrontare la vita quando ci alziamo dal cuscino di meditazione. E spesso vengono sottovalutate. Sorella Gyanamata, una discepola molto avanzata di Yogananda, disse che il progresso spirituale si vede alla fredda luce del giorno. Questa parola, fredda, dà un senso di tagliente, impietoso, come uno scanner che rivela ogni infinitesimale pixel, non gli sfugge niente. Infatti pensiamo spesso che meditando una o due o tre ore al giorno abbiamo svolto il nostro compito di discepoli e una volta fuori dalla meditazione inciampiamo come ciechi nei tranelli dell’ego, passiamo il nostro tempo a chiacchierare, a lamentarci, ad esaltarci, ad arrabbiarci, a giudicare, a criticare, frenetici o pigri, indifferenti o troppo emotivi.

Un discepolo disse a Yogananda che solo quando meditava si sentiva davvero felice, e Yogananda pensò: che vita sprecata. Ma quali sono queste pratiche che possiamo e dobbiamo ricordarci di svolgere fuori dalla meditazione, e quindi per tutto il resto del giorno? Provo a stendere un alfabeto, sapendo che alcune pratiche possono avere nomi diversi ma indicare la stessa finalità, e che sicuramente dimenticherò qualcosa. Aggiungi tu quello che manca, ma non cadere troppo nel particolare per non rischiare di far diventare questo alfabeto spirituale una specie di predica petulante.

A: Affermazioni, Autocontrollo, Apertura mentale, Ahimsa (non violenza nei pensieri, nelle parole e nelle azioni).

B: Bhajan (canto spirituale), Buona volontà, Benevolenza, Bramhacharya (non sensualità, inteso anche come mancanza di vanità, di malizia ecc).

C: Contentezza, Consapevolezza di se stessi e degli altri, Calma, Concentrazione (inteso anche come agire con la concentrazione nell’occhio spirituale), Canto.

D: Devozione, Discernimento, Distacco (dalle situazioni, eventi, frutti del lavoro, da accuse o complimenti).

E: Esercizi di ricarica, Entusiasmo, Espansione del cuore.

F: Fede, Fiducia in se stessi.

G: Gioia, Gentilezza, Gratitudine, Generosità.

H: Hatha Yoga.

I: Introspezione.

J: Japa (ripetizione dei nomi di Dio).

K: Karma Yoga (lavoro per Dio, senza attaccamento ai risultati), Kirtan.

L: Lavoro su di sé, Libertà interiore.

M: Mantra, Musica ispirante, Meditazione (centrarsi più volte durante il giorno).

N: Non attaccamento (alle cose, alle situazioni, alle identificazioni, alle persone, ecc.), Non violenza.

O: Om nell’occhio spirituale, Onestà.

P: Perdono, Pazienza, Positività, Purezza di pensiero, Preghiera, Pranayama, Presenza di Dio.

Q: Qualità di Dio (pratica le otto qualità di Amore, Potere, Luce, Suono, Calma, Pace, Gioia, Saggezza).

R: Ritirarsi (significa staccare la nostra attenzione dalle cose e concentrarsi in se stessi, ma anche ritirarsi nel vero senso della parola dalla eccessiva mondanità), Ripetizione del nome di Dio (Japa).

S: Silenzio, Sincerità, Sorriso, Sostegno agli altri, le quattro S di Swami Kriyananda: Sadhana (meditazione), Satsang (compagnia spirituale), Servizio, Studio di sé.

T: Tocco di Luce (stai qualche secondo a occhi chiusi, con l’indice sul punto tra le sopracciglia e immagina di portare Luce in quel punto).

U: Umiltà.

V: Visualizzazioni.

Z: Zona comfort (non essere pigro e abitudinario, datti delle piccole sfide per uscire dalla tua zona confort e sviluppare il tuo potenziale in tutti gli aspetti della vita, Yogananda dice: fai ogni giorno qualcosa di diverso e fai ogni giorno le cose di routine ma in modo diverso).

Possiamo prendere l’impegno per questo nuovo anno di dedicare tutta la nostra volontà e impegno nel praticare continuamente ogni tecnica, prima e dopo la meditazione, appena alzati e mentre ci addormentiamo, affinché ogni secondo della nostra giornata non venga sprecato, ma sia arricchito dall’espressione del nostro più alto potenziale.

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