Ustrasana, la posizione dell’affidamento

In un tempo incerto, in cui controllare gli eventi non serve: apri il cuore con la posizione del cammello e affidati al flusso della Grazia.

di Shraddha Giulia Calligaro

Mi accorgo che in periodi diversi la mia pratica personale si sofferma di più su alcuni asana che su altri. In particolare in quest’ultimo anno ho sentito una sintonia speciale con Ustrasana, la posizione del cammello. Ustrasana appartiene alla famiglia dei piegamenti all’indietro della spina dorsale e ha un effetto molto forte sul cuore, liberando emozioni stivate e aprendo porte chiuse magari da sofferenze antiche. In sostanza è una posizione che lavora sull’affidamento, cioè sulla fiducia che il flusso dell’universo ci sostiene e che in ogni istante ci porta quello che è perfetto per noi, anche quando ci pare l’opposto.

L’affidamento, infatti, è stata la grande lezione per me, e immagino non solo per me, in questi ultimi due anni, e nell’ultimo in modo molto intenso. In molti, credo, abbiamo dovuto fare spazio a cose diverse rispetto a quelle che aspettavamo, resistendo forse all’inizio, restando a lungo increduli fino a farci male, e poi accogliendo l’inatteso e accorgendoci di avere in noi molta più ampiezza di quella che pensavamo. Personalmente, avendo una natura molto volitiva e tendendo al controllo, alla determinazione nel perseguire i risultati, ho affrontato un vero viaggio nell’ignoto che si è rivelato carico di doni.

Ustrasana è stata il mio alleato. Porci in questo asana ci chiede infatti di lasciarci andare all’indietro, dove non abbiamo occhi, dove non sappiamo se qualcuno ci sorreggerà. Come quel gioco infantile in cui il bimbo si lascia andare di schiena per farsi prendere da un genitore, certo della sua presenza e del suo amore. Sarebbe lo stesso per noi con i nostri genitori divini, è che spesso lo dimentichiamo e non pensiamo più che siano dietro di noi a sorreggerci. E allora ci tendiamo, chiudiamo il cuore, indossiamo una corazza e siamo convinti di dover fare tutto da soli.

Ma come procedere quando il panorama non ha più nulla di noto, quando tutto ciò che arriva è un fotogramma che cancella tutti i programmi? Non c’è altra possibilità, a un certo punto devi cedere. Fidarti, anche se non sei tu alla guida, affrontare pure un momento di disperazione in cui ancora non sai cosa ti attende e temi che potresti essere abbandonato. Potrebbe non esserci nessuno a prenderti nel tuo lasciarti andare all’indietro. Ma ecco che invece, dopo questo istante di vuoto, sei accolto da una nuova sensazione di unione, di essere parte del creato e curato come ogni cellula della creazione, secondo piani alti che vanno ben oltre quelli che potevi immaginare con la mente. Lì sei nel flusso della Grazia. In questo ti può aiutare  Ustrasana. 

PRATICA LA POSIZIONE:
Allora ci prepariamo a praticarla. Mettiti sul tappetino in ginocchio, tenendo le cosce perpendicolari a terra, le ginocchia aperte come le anche, le dita dei piedi rivolte all’indietro. Per tutta la posizione tieni i glutei attivi, l’addome in dentro, i dorsi dei piedi premuti a terra. Inspira e apri il cuore, elevandolo e flettendo solo la parte dorsale della schiena. Continua con i prossimi respiri a scendere in questo modo, mantenendo le cosce verticali, finché non riesci ad appoggiare ogni mano al tallone corrispondente, senza fare torsioni. Il mento è in dentro e in linea con il resto della schiena.

Non muoverti solo fisicamente, ma cercando di esplorare lo spazio che puoi trovare nel cuore quando smetti di tenere tu le “redini” e ti affidi a una guida più alta. Mentre sei in posizione, espandi il petto con il respiro, lasciando che si sprigionino da questo centro Amore e Luce, qualità che vivono in te e attraverso di te, quando sei aperto a farle passare. Ascolta come la fiducia nutra l’amore di calma. Afferma, rivolgendoti alla guida divina che ha sede nell’anima: «Con fede calma, mi offro alla Tua Luce».

Per uscire, inspira e risali lentamente, senza fare torsioni. Siediti sui talloni e per un momento porta la fronte a terra, espandendo con il respiro lo spazio tra le scapole per compensare. Poi risali con il busto e senti il cuore aperto in cui fluisce l’amore e il sostegno divino.

Se hai problemi alla spina dorsale non scendere con le mani fino alle piante dei piedi, ma mantienile ai glutei, apri il collo solo se non hai problemi cervicali. 

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