Entra nell’inverno con l’Ayurveda

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Consigli e sapori pratici per attraversare le Feste ed entrare nell’Anno Nuovo con vitalità

di Sundari Giovanna Picciotto

Quando mi hanno proposto di scrivere un articolo per questo nuovo blog di Ananda edizioni, ho detto subito di sì. Poi, però, mi sono chiesta: cosa scrivo? E mi sono risposta: l’Ayurveda ha sempre qualcosa da dire e sa esprimere creatività. Quindi cominciamo, quasi dall’inizio. In realtà, che l’Ayurveda sia una scienza millenaria e una via di profonda conoscenza è ribadito ovunque, e tutto questo in genere ci risuona molto bene. La mia domanda, infatti, era piuttosto questa: cosa vogliono sapere le persone sull’Ayurveda? Perché da un po’ sta incuriosendo e si sta divulgando sempre più? Credo sia perché ci si rende conto che il suo principio ha a che fare con qualcosa che parte da dentro di noi e con la vita stessa.

L’eco interiore di solito è questo: “È sicuramente qualcosa di interessante e, anche se non capisco tutto, c’è qualcosa che riconosco in queste parole che enunciano che siamo tutt’uno con le energie sottili del cosmo, e che io stesso sono un potenziale che fa parte integrante del piano divino della creazione”. Questo infatti è il punto: siamo davanti a una porta d’ingresso della vera conoscenza. Il cammino di ricerca di ognuno nasce da ragioni diverse: una giornata no, la perdita di un caro amico, la constatazione che c’è qualcosa nella propria vita che non va, ma sicuramente, se i passi ti avvicinano all’Ayurveda, significa che sei pronto a percorrere una strada che ti porterà nel profondo di te stesso, verso un benessere che non è fatto di cartone, ma è originale.

Il significato di Ayurveda è proprio: “conoscenza della vita”. Perché grandi saggi, millenni fa, la chiamarono così quando cominciarono a tramandarsi questi metodi, contemporaneamente evoluti e attuali, per mantenersi sani e vitali? Sicuramente perché si resero conto che, attraverso l’esperienza della loro vita e attraverso questi metodi di sapienza divina, si mettevano in sintonia con il processo che genera e tramanda la vita stessa. Ecco la nascita dell’Ayurveda. È affascinate pensare tutto ciò, e ancora di più lo è viverlo. Allora, che ne dite: mettiamo subito in pratica questi metodi, per creare un Natale gioioso e un inizio d’anno ricco di propositi di positività?

Io mi occupo di Ayurveda da circa 5 anni, ma me ne interesso da molto prima, e in principio mi incuriosiva capire perché ci siano tre “costituzioni”, definite dai cosiddetti dosha che vivono dentro di noi e che ci portano notizie di noi. Sono: Vata, Pitta, Kapha. Già  i nomi suonano interessanti! Allora la seconda domanda è: io di che pasta sono fatto, giusto? Cioè, questi dosha come funzionano dentro di me? Sono più Pitta (elemento fuoco, acqua) o più Vata (elemento aria/etere) o Kapha (elemento terra, acqua). In realtà siamo un insieme di tutti e tre, in composizioni diverse che ci rendono l’uno diverso dall’altro, ognuno con una costituzione che è perfetta per la propria storia. Ma questa costituzione si può squilibrare per emozioni o situazioni particolari, lo stress in primis. E qui entra in gioco l’Ayurveda.

La cosa di cui si occupa questa scienza sacra è infatti tenere bilanciati gli elementi che sono in noi. Vata, che è composto da aria e etere, tende spesso a sbilanciarsi perché è leggero, come l’aria appunto, non si ferma mai: quindi il suo grande amico è il vento che però, combinato con lo spazio, porta sia visioni di grandezza e di creatività, che possibili dispersioni di energia e molta freddezza, asciugando il corpo soprattutto nelle giunture. Perciò questo elemento o dosha tende a disordinarsi nelle stagioni autunnale e invernale.

Adottare una dieta con cibi caldi, speziati, nutrienti fa molto bene in questi casi. Così è possibile incrementare l’elemento che tende invece a essere un po’ carente in questo periodo, che è Kapha, corrispondente agli elementi terra e acqua, i quali insieme formano la solidità, la struttura nelle cose e nel nostro corpo-mente. Questo dosha ha la particolarità di essere immobile come la terra, e di trasmettere la calma sia nella mente come nel corpo. Al contrario, se eccediamo con una dieta ricca di zuccheri e di grassi, il nostro corpo andrà verso la letargia e anche la nostra mente lo seguirà. Quindi, ci manca un elemento che risvegli questo eccesso di pesantezza e lo porti all’attività.

Ecco che entra in gioco l’elemento fuoco, il dosha Pitta, composto da fuoco e acqua, che ha la capacità di accendere ciò che era spento e stagnante. Infatti si dice che se hai un buon fuoco digestivo ti senti bene, perché il fuoco ha la capacità di bruciare ciò che non è buono e di trasformare il cibo in nutrienti per sostenere la vita. Inoltre illumina e rende chiara la visione, perché dà uno stimolo alle nostre cognizioni intellettive. Naturalmente “non si può giocare con il fuoco”, come si dice, e il rischio è di rimanere bruciati, quindi dobbiamo saperlo equilibrare, senza eccedere. Pitta aumenta d’estate soprattutto e con cibi eccessivamente speziati e piccanti, con i sapori troppo dolci e sofisticati. È bene quindi avere questi dosha o elementi il più possibile in equilibrio.

Ecco alcuni pratici consigli:

E una ricetta salutare:

 

E infine un augurio Ayurvedico per queste feste:

“O Energia Eterna!

Desta in me la volontà cosciente, la vitalità cosciente, la salute cosciente. Benevolenza a tutti, vitalità a tutti, buona salute a tutti”

Paramhansa YoganandaCome vivere sani e vitali

Che questo Natale e inizio Anno vi colmi di gioia e pace nei vostri cuori portando tanto amore nelle vostre vite, Namastè!

 

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